Cofferati: prevedo riforme terribili

22/10/2001

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ECONOMIA

Cofferati: prevedo riforme terribili
Federico Monga
ROMA L’atmosfera che si respira durante le trattative per le riforme di pensioni e fisco l’ha descritta il presidente della Confcommercio Sergio Billè: «Tira aria da Far West». Le parole del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che in settimana aveva invitato le parti a tornare al dialogo e alla concertazione non sembrano avere ottenuto l’effetto sperato. Né il governo né i sindacati hanno fatto un passo in avanti verso quel clima costruttivo e più disteso invocato dal Quirinale. Il ministro Roberto Maroni continua a insistere che «la concertazione è morta, il governo propone, ascolta e poi decide da solo» e ieri il segretario della Cgil Sergio Cofferati, a Empoli in occasione del centenario della locale camera del lavoro, ha risposto attaccando: «La destra prefigura una società terribile, dove si attacca il sindacato, prevale la legge del più forte e i deboli soccombono». Una società «regolata» che «il sindacato, impegnato a difendersi da continui attacchi, non può accettare perché non appartiene al nostro schema di diritti e valori». Le critiche del leader della Cgil sono anche di merito. Dopo aver letto attentamente il «libro bianco» sul lavoro redatto dal governo, Cofferati dà un giudizio severo: «Si vuole tornare all’84, a quell’accordo (quando la Cgil rimase la sola a non firmare ndr) che provocò una rottura drammatica nel sindacato, con conseguenze che ancora tutti ricordano. E il libro bianco fa un esplicito riferimento a quelle tristi giornate. Nella prefazione, firmata dal ministro del Welfare, si teorizza, si ricorda e si cita come esempio di buon accordo quello del 1984. E’ chiaro che anche ora, 17 anni dopo, si sta cercando di isolare la Cgil». Ma è tutto il testo a non piacere per nulla. In particolare perché «prefigura una modifica delle regole europee, peggiorandole». Proprio mentre l’Europa chiede «più contrattazione» nel libro bianco del governo «si punta sistematicamente di diminuirla e inoltre – ha aggiunto Cofferati – si butta via la politica dei redditi cercando di dare mano libera alle aziende, e mettendo in discussione i diritti fondamentali delle persone». Con questa politica i lavoratori «sarebbero più soli e sarebbero esposti a continui attacchi sui loro diritti e a pericoli rilevantissimi». Cofferati comunque promette battaglia: «Questo è il disegno del governo, queste sono le sue intenzioni, non è detto che riusciranno a metterle in pratica. Ma già il semplice fatto che vengano pensate e scritte su un foglio di carta è grave». Billé vede addirittura il rischio di farsi del male: «Il tavolo delle trattative su welfare e mercato del lavoro è nato in maniera sbagliata. E’ poco produttivo, c’è un’aria pesante dove, come sostiene anche Romiti, qualcuno vuole mettere le dita negli occhi agli altri convitati, e soprattutto è sbilanciato». Il presidente della Confcommercio, che per il prossimo anno non crede a una crescita superiore al 2%, si riferisce in particolare «alle richieste della parte industriale e all’esclusione dal dibattito delle politiche fiscali. La riforma del fisco – ha ribadito – deve essere al centro del gioco altrimenti il rischio è che si aggravino di costi solo alcune componenti imprenditoriali, per salvaguardare i dividendi fiscali di alcune, direi molto poche, grandi imprese. Se si continua lungo questa strada c’è davvero il rischio di farsi del male».


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