Cofferati-Pezzotta, gelido incontro

28/06/2002





Del 28/6/2002 Sezione: Economia Pag. 5)
Cofferati-Pezzotta, gelido incontro
Casini: la concertazione non paralizzi il confronto, Cgil torni al tavolo

ROMA
«Sarà decisivo l´incontro di martedì prossimo fra governo e parti sociali sull´articolo 18, ammortizzatori sociali e fisco», annuncia il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi a conferma del tentativo di definire al più presto un accordo che spazzi via il rischio di ripensamenti e il prolungarsi di polemiche accese. Aggiunge Sacconi che la proposta del governo «è conclusiva, ma rimane ovviamente aperta solo per precisazioni e chiarimenti utili a ribadire le finalità dichiarate di incremento dell´occupazione». Quasi un prendere o lasciare che non è piaciuto a Cisl e Uil, disposte ad arrivare ad un´intesa, ma certamente non prima di aver ottenuto aggiustamenti importanti e certezze sugli obiettivi e sulla effettiva disponibilità delle risorse destinate agli ammortizzatori sociali. E, mentre la Cgil va dritta per la sua strada contro qualsiasi modifica all´articolo 18 e dà il via alla raffica di scioperi decisa a partire da oggi e fino al 12 luglio, nella complessa vicenda si inserisce il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini lanciando un forte appello alla ragionevolezza e al senso di responsabilità. «Guai – afferma Casini – a rinunciare al dialogo con le parti sociali. E´ un segno di lungimiranza mantenere il filo del confronto anche quando le posizioni sono lontane. Sicuramente è ormai alle spalle una certa visione della concertazione che paralizzi. Io parlo di qualcosa di diverso. Auspico un dialogo forte e costruttivo, poi ciascuno si prenda le sue responsabilità». Mercoledì il leader della Cisl Savino Pezzotta aveva sottolineato che, per un accordo, il problema non è la data ma i contenuti. Ieri il segretario confederale della stessa organizzazione Pier Paolo Baretta, replicando al viceministro dell´economia Mario Baldassari (che aveva dato alcune risposte a critiche espresse dai sindacati) ha detto che queste risposte sarebbe meglio apprenderle al tavolo dei negoziati e non ai convegni: «E´ necessario che si ripristini un tavolo, si formalizzino negozialmente queste prime notizie e si definiscano le deduzioni che restano ancora sconosciute. Per cui se siamo sulla buona strada dipenderà dalle risposte di merito di questo tavolo ed anche degli altri. Troppe volte in questi mesi la fretta, prima del merito, ha fatto perdere l´obiettivo». Incalza Luigi Angeletti, segretario generale della Uil: «L´intesa potrà essere conclusa entro un paio di settimane, certamente non martedì o mercoledì». Mentre Pezzotta, però, invia un altro segnale di apertura al leader della Cgil Sergio Cofferati, Angeletti usa ancora parole dure nei confronti della confederazione «antagonista». Dice il capo della Cisl: «Come siamo uniti nella lotta alla mafia, presto ritornerà il dialogo anche sulle altre lotte sociali e civili importanti del paese». A chi gli chiedeva come mai, a piazza Tredici Vittime, davanti al monumento che a Palermo ricorda tutte le vittime della mafia, lui e il segretario generale della Cgil non si siano stretti la mano, Pezzotta ha risposto provando a smorzare con una battuta: «Cofferati? L’ho salutato in aeroporto, ma non certo calorosamente: non è mica una bella donna». Ma la «freddezza» tra i due era stata già ampiamente notata. Angeletti, invece, rileva che «quando la Cgil tornerà ad essere un sindacato, cioè a fare trattative ed accordi, i rapporti riprenderanno ad essere normali» e, a difesa del confronto in corso, spiega che governo e Confindustria ci propongono di fare una scommessa: dimostrare che, se non ci fosse l´impedimento dell´articolo 18, le aziende piccole in Italia crescerebbero». Cofferati fa presente che non sempre e su tutto i sindacati sono divisi: «Sui temi del contrasto alla criminalità e alla lotta alla mafia siamo stati sempre e siamo decisamente uniti». Per il momento, però, si è spaccati sulla questione dell´articolo 18. «Per la Cgil – insiste il numero due Guglielmo Epifani – non ci sono le condizioni per un accordo. Se altri vedono la possibilità di una conclusione, si apre naturalmente uno strappo e, siccome non è una materia di piccola importanza, sarà uno strappo importante. Di questo dovremo tenere conto per il futuro». Infine, al ministro che ha accusato la Cgil di avere un atteggiamento critico non documentato sui fatti, Epifani replica: «Chi ha alte responsabilità, come i ministri, deve moderare i toni e assumere comportamenti più rispettosi».

Gian Carlo Fossi