Cofferati, perché lo difendo – di Elio Veltri

28/06/2002

 Editoriali
 
     



Da l’Unità del 28.06.2002
 

Cofferati perché lo difendo
di 
Elio Veltri

Quanto è avvenuto nella direzione dei Ds non può non preoccupare. Volendo stare ai fatti ed evitando retropensieri riguardanti i rapporti di forza all’interno del partito, vale la pena riflettere sulla bocciatura dell’ordine del giorno Buffo-Pennacchi-Pettinari, per capire se la decisione del segretario e della maggioranza, in qualche modo salvaguarda l’unità del centro sinistra senza incrinare i rapporti con la Cgil e se è utile per ricomporre l’unità sindacale.
Fassino ha insistito sulla ricomposizione delle divergenze che si erano manifestate nell’Ulivo e ha sottolineato che le cose non avvengono per virtù dello spirito santo. Come dire: guardate che se abbiamo appianato le divergenze con la Margherita è perchè abbiamo discusso, li abbiamo convinti e se approvassimo l’ordine del giorno che ci viene proposto ricominceremmo da capo.
Le preoccupazioni di Fassino sono comprensibili ma trascurano un fatto incontestabile: i rapporti con la Cisl e la Uil non si migliorano con la diplomazia. La lacerazione è avvenuta su una questione di fondo, il «patto scellerato» delle due organizzazioni sindacali con il governo c’è stato e quel patto in tempi brevissimi sarà messo nero su bianco. Pertanto è inutile girarci attorno: la cosa più saggia è dire a Pezzotta e ad Angeletti che stanno sbagliando e che, forse, sono ancora in tempo per tirarsene fuori.
Insomma, o si è d’accordo con quanto Cisl e Uil stanno facendo o si dice chiaro e tondo che sbagliano e che non solo non si può sostenerli in alcun modo, ma non si può dimostrare alcuna comprensione. Tertium non datur. D’altronde, i nodi verranno al pettine nei prossimi giorni e la direzione dei Ds dovrà dare a Cofferati la solidarietà negata ieri e dovrà prendere le distanze da Pezzotta e Angeletti in un clima di scontro più lacerante.
Prima dell’estate, se Cisl e Uil firmano l’accordo, il Parlamento voterà la delega al governo sul mercato del lavoro e a quel punto Ds e centro sinistra voteranno contro. Per cui, anche se dovessero votare senza dire una sola parola, il che è fuori dalla realtà, quel voto sarà anche un voto di solidarietà a Cofferati e un voto contro l’operato di Cisl e Uil e a poco serviranno le parole di circostanza.
Inoltre, se la Cgil, come annunciato da Cofferati, promuoverà il referendum sull’articolo 18, la direzione Ds darà indicazione ai suoi militanti di impegnarsi allo spasimo per raccogliere le firme, e anche quella decisione, al di là delle parole, significherà adesione alla linea di Cofferati e sconfessione di Pezzotta e Angeletti.
Comunque la si voglia girare e da qualsiasi angolatura la si voglia guardare, la vicenda, essendo anche la maggioranza Ds, tranne qualche voce isolata e rispettabile, d’accordo sulla sostanza e cioè che l’articolo 18 non si tocca e che è necessario varare una legge per la tutela dei lavoratori che oggi non ne hanno, la conclusione sarà sempre la stessa: solidarietà alla Cgil e presa di distanza da Cisl e Uil