Cofferati: per i diritti, contro la violenza

22/03/2002



Cofferati: per i diritti, contro la violenza
di 
Felicia Masocco


 Treni, pullman, auto, camper, aerei, navi, tutto il prenotabile è stato prenotato, ma non basta. La richiesta di partecipazione alla manifestazione della Cgil «contro il terrorismo, per la democrazia e per i diritti» cresce con le ore, il vile assassinio di Marco Biagi ha convinto gli indecisi, in piazza vogliono esserci anche loro. È una risposta fortissima quella che sabato si leverà dalle piazze di Roma contro i criminali che premendo il grilletto vorrebbero dettare i tempi e le regole della democrazia. La lotta al terrorismo «è diventata la priorità», ha spiegato Sergio Cofferati presentando l’iniziativa, «è necessario avere la fermezza per sconfiggerlo, ma è anche necessario tornare subito alla normalità nei rapporti sociali». Per questo la Cgil riconferma la propria contrarietà ai provvedimenti del governo sul mercato del lavoro e sulla previdenza, non farlo significherebbe «accettare le provocazioni e non combattere a viso scoperto le intenzioni di chi uccide e di chi sta dietro a questi atti di terrorismo». Chi spara non può fissare il come e il quando delle dinamiche sociali, «mantenere la nostra manifestazione credo sia stato un atto di grande responsabilità». Le priorità sono cambiate, le motivazioni iniziali restano: stralcio delle modifiche all’articolo 18 e delle norme sull’arbitrato, modifica radicale della delega sulle pensioni. Dalla manifestazione di sabato verrà anche il sostegno a questa linea, un appoggio senza tentennamenti alla Cgil e al movimento sindacale da sempre bersaglio dei terroristi e oggi anche di chi è alla facile ricerca di mandanti morali di una barbara uccisione.
Sarà una manifestazione di massa, più di quella del 12 novembre del ‘94 quando Cgil, Cisl e Uil portarono in piazza un milione di persone contro la riforma delle pensioni del primo governo Berlusconi; più del 24 marzo dell’84 quando in 750 mila si radunarono con Luciano Lama in piazza San Giovanni in difesa della scala mobile. Saranno più dei 750 mila che due mesi più tardi parteciparono ai funerali di Enrico Berlinguer.
Per sabato la Cgil ha mantenuto ferme le cifre già date (oltre un milione di persone) cioè quelle che la poderosa organizzazione di Corso d’Italia è riuscita a garantire. Ma saranno di più e chi non ha trovato posto sui 61 treni speciali, sui quasi diecimila pullman (prenotati anche in Slovenia, Austria, Svizzera e Francia), sui 4 aerei e le due navi e su tutti i mezzi di linea a disposizione, farebbe meglio ad arrivare già da venerdì. «La struttura organizzativa ha un suo limite fisico ed è stato raggiunto», ha spiegato il segretario della Cgil. Anticipare l’arrivo per garantirsi la partecipazione, evitare ulteriori appesantimenti logistici e permettere il migliore svolgimento della più grande manifestazione sindacale di tutti i tempi. E per far fronte alle richieste di partecipazione è stata organizzata un’area per automobili e camper a Tor Vergata.
Opporre «un sorriso» all’offensiva governativa sui licenziamenti, su fisco, scuola e previdenza: la manifestazione era nata con questo leit-motiv, i fatti bolognesi le hanno impresso un altro carattere. La festa non c’è più, non ci sono gli spettacoli, la musica e il colore che avrebbero dovuto accompagnare la giornata. «Ma resta ferma l’intenzione di far vivere, con pacatezza e fermezza, le critiche alle politiche non condivise».
Sei i cortei che partiranno dalle 8.30: da piazzale dei Partigiani, piazza della Repubblica, piazza San Giovanni, piazzale delle Crociate, piazza Maresciallo Giardino, piazzale dei Navigatori. Tutti confluiranno nell’area compresa tra Circo Massimo, Caracalla e Colosseo dove è allestito un solo palco al posto dei tre inizialmente previsti. Al microfono si alterneranno alcuni esponenti sindacali prima del comizio di Cofferati. Nell’eventualità ci fosse stata una concomitanza con i funerali del giuslavorista ucciso, la scaletta avrebbe avuto cura di evitare ogni sovrapposizione con la parte conclusiva della manifestazione. Non sarà così, le esequie di Marco Biagi si terranno in forma strettamente privata venerdì, come ha voluto la famiglia.
L’iniziativa della Cgil dovrebbe concludersi intorno alle 13 con il comizio di Cofferati, poi sarà il deflusso.
Moltissime le adesioni, tutta l’opposizione sarà presente e in piazza sono attesi tutti i leader del centrosinistra e di Rifondazione. Lunghissimo l’elenco delle associazioni, dei movimenti anche no global, degli appelli di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo.
Difficile fare una stima dei costi ripartiti tra le strutture territoriali della Cgil, lo sforzo economico è comunque enorme, si aggira sui 15 milioni di euro.
L’informazione televisiva è assicurata da Raitre e La7. Una squadra di 46 registi, una bella rappresentanza del cinema italiano, sarà al lavoro dall’alba per fissare le immagini di un grande evento che resterà negli occhi di molti e molto a lungo.