Cofferati: «Non vedo il ticket con Prodi»

10/04/2002
La Stampa web







(Del 10/4/2002 Sezione: Interni Pag. 9)
CONFERMATA LA LINEA DURA: DIALOGO DOPO LO STRALCIO DELL´ARTICOLO 18
«Non vedo il ticket con Prodi»
Cofferati: lo sciopero fermerà il governo

ROMA

Sergio Cofferati ne è convinto: lo sciopero generale del 16 aprile può far cambiare idea a governo e Confindustria. Il dialogo (sugli ammortizzatori sociali e altre materie) si può riprendere, ma prima bisogna stralciare la riforma dei licenziamenti. E il leader della Cgil ribadisce la sua intenzione di «stare fermo un giro» dopo la fine del suo mandato come segretario Cgil: non ci sarà un immediato rientro nella vita politica, così come è assolutamente «prematuro» parlare di ticket Prodi-Cofferati per le elezioni politiche del 2006. Il numero uno della Cgil ieri è intervenuto prima a «Radio anch´io», e successivamente ha incontrato in una conferenza stampa i giornalisti delle testate e delle radiotelevisioni estere, che in questi giorni – dopo la manifestazione oceanica del 23 marzo – hanno «scoperto» il personaggio Cofferati. Tre, come detto, gli argomenti principali affrontati dal sindacalista. Il primo è la necessità che il governo si convinca – se intende davvero riaprire il dialogo con i sindacati – ad accettare le condizioni poste dalle confederazioni per avviare una trattativa proficua. Ovvero, la cancellazione preventiva della contestata norma che modifica l´articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, come richiede peraltro la piattaforma unitaria di Cgil-Cisl-Uil, che punta inoltre a contrastare la decontribuzione previdenziale per i nuovi assunti e la riforma fiscale a due aliquote progettata da Tremonti. Uno sciopero che, confida Cofferati, vedrà una «grande partecipazione». Per i lavoratori – dice – sarà certamente «un sacrificio. Lo fanno consapevolmente per un obiettivo in cui credono. Lo sciopero non si fa mai a cuor leggero – aggiunge – non facciamo uno sciopero di otto ore dal 1982. Abbiamo deciso questa modalità perché la posta in campo è rilevante». E il leader della Cgil è convinto che lo sciopero «può cambiare molte cose, con effetti politici sul governo e produttivi sulle aziende. Ci sono le condizioni per far cambiare idea ai nostri interlocutori. Certo – spiega – non mi aspetto mutamenti di linea della Confindustria in tempi brevi, ma penso che le imprese italiane, che hanno a che fare con tutta una serie di problemi veri, a un certo punto potranno considerare diversamente la situazione. Io non credo che tutte le imprese siano contente di questa tensione». Se il tavolo negoziale con l´esecutivo ripartirà davvero, si discuterà della riforma degli ammortizzatori sociali. La Cgil ha pronto un pacchetto di proposte, che intende concordare con Cisl e Uil e poi sottoporre al governo. Le linee guida sono già indicate da Cofferati: l´abolizione dei prepensionamenti, la revisione della cassa integrazione e della mobilità, il miglioramento della formazione continua e dei percorsi di riqualificazione per i lavoratori e per chi cerca un impiego. Naturalmente, serviranno risorse adeguate, e prima vanno cancellate le misure – come quelle sui licenziamenti e la decontribuzione delle pensioni – che secondo Cofferati indicano la volontà del governo di puntare «a un patto neocorporativo». «Il messaggio a quello che già lavora – dice – è: "non ti agitare, a te non accade nulla, le modifiche valgono per quelli che arrivano dopo". Ma una parte importante delle persone che lavorano ha un’idea forte della solidarietà». Infine, la politica. «Considero un errore – dice Cofferati, in risposta a un ascoltatore – il passaggio da un impegno di rappresentanza sociale a uno di rappresentanza politica. Penso che non sia quella la strada che il segretario generale della Cgil debba intraprendere». Dunque, come annunciato – anche se lo stesso segretario generale sa di «non convincere nessuno» – alla fine del suo mandato, a fine giugno, ci sarà il ritorno alla Pirelli. Il che non significa che Cofferati scomparirà dalla scena pubblica, ma che per una certa fase indubbiamente resterà fuori dal proscenio, non intervenendo direttamente: né nel dibattito politico, né sulla vita della Cgil, per la quale il ricambio «è un atto dovuto». «È bene che io faccia altro», commenta. Anche per questo, dunque, nessun commento sulle voci di un possibile «ticket» Prodi-Cofferati per il 2006. Sulla stessa linea rigida c´è infine il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. «Il governo si illude se pensa di eludere la questione dell’articolo 18». L´esecutivo deve superare delle prese di posizione tutte politiche e di principio. Come si può pensare che il tema dell’articolo 18 sparisca non dall’agenda, ma dal pensiero e dalle preoccupazioni dei lavoratori?».

Roberto Giovannini