Cofferati: non mi candido

31/05/2002


VENERDÌ, 31 MAGGIO 2002
 
Pagina 20 – Interni
 
D´Alema, pronto a impegnarsi per l´Ulivo, gli avrebbe avanzato l´offerta. Ma senza risultati
 
Cofferati: non mi candido
 
Il leader della Cgil rifiuta la presidenza dei Ds
 
 
 
Accordo con l´ex premier: no al referendum di Bertinotti
 
UMBERTO ROSSO

ROMA – «Non entro in politica, per ora. Fino a quando il nuovo assetto della Cgil non viaggerà sicuro e spedito, io me ne resto alla Pirelli». Ha parlato da sindacalista puro Sergio Cofferati, resistendo a tutte le offerte che Massimo D´Alema ha messo sul piatto. I due oggi saranno di nuovo faccia a faccia, e si aggiungerà anche Giuliano Amato per registrare a porte chiuse un forum per la rivista Italianieuropei, e sarà una nuova occasione di confronto dopo l´incontro di mercoledì nel quartier generale della Cgil. Il presidente della Quercia se ne partirà dunque per il tour americano (che lo terrà un mese lontano dall´Italia) senza essere riuscito a schiodare il segretario della Cgil, che ripete «io riprendo il mio posto di impiegato alla Pirelli, non posso lanciarmi nell´avventura politica prima di aver garantito il passaggio delle consegne nel mio sindacato». E quando si sentirà «sicuro» della compiuta transizione affidata al suo delfino Epifani, tre mesi, sei, un anno? Il Cinese non si sbilancia, nessuna previsione, neanche sui tempi. La battaglia sull´articolo 18 sì, quella sì. Cofferati non mollerà, neanche quando a giugno darà le dimissioni dalla Cgil per raggiunto limite di mandati. Boccia – d´accordo con D´Alema – il referendum di Bertinotti (giusto il principio, sbagliato lo strumento per estendere a tutti le tutele della giusta causa) ma sarà alla testa del referendum contro la cancellazione dell´articolo 18 prevista da Berlusconi. Solo che vuol continuare la battaglia cominciata da sindacalista senza indossare una nuova divisa politica ma in un ruolo superpartes, senza "maglietta". Si limitano a questo i piani immediati annunciati dal Cinese.
E il suo ruolo futuro nei Ds? D´Alema gliene ha parlato a lungo, forte anche di un "mandato" per il colloquio che il presidente avrebbe ricevuto dalla Quercia intera, che si sta lasciando alle spalle lo scontro di Pesaro. «Fassino sta lavorando bene – ha ammesso il leader Cgil nell´incontro con D´Alema – superando le contrapposizioni del congresso fra maggioranza e minoranza». Ora, visto che il segretario c´è, che spazio resterebbe al piano più alto del Botteghino? Gira un´ipotesi, senza conferme: che D´Alema sia pronto ad un clamoroso passo indietro, a lasciare la sua carica di presidente del partito a Cofferati. Il leader della Cgil si mette alla testa di un partito "pacificato" e pronto alla riscossa, con il ticket di ferro Fassino-Cofferati. E D´Alema, libero da vincoli di partito, si mette a disposizione dell´Ulivo: senza il peso del doppio incarico, il suo nome torna spendibile per la leadership della coalizione. Solo che, in ogni caso, dal Cinese è ancora no: non mi butto in politica, torno alla Bicocca.