Cofferati: «No ai licenziamenti. Non si toccano i diritti»

22/05/2001

 
 





Difesa della sanità e della scuola



Cofferati al centrodestra
«No ai licenziamenti
Non si toccano i diritti»

Angelo Faccinetto

MILANO. Difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, rispetto delle regole sottoscritte con i partner europei, proposte di incentivi per lavoratori ed aziende. E, soprattutto, nessuna disponibilità a trattaresu scuola e sanità. Il leader della Cgil, Sergio Cofferati, interviene all’assemblea nazionale dei 3mila delegati del pubblico impiego e traccia le linee di quello che sarà, nel prossimo futuro, il rapporto tra il sindacato e il nuovo governo. Il nostro riferimento – dice Cofferati – è l’Europa. E l’allargamento dei confini. Un allargamento che va fatto subito. Con un obiettivo preciso, non creare due mercati del lavoro. Uno tutelato e uno no. Ma il numero uno della Cgil non si limita alla prospettiva. Ancorché di stretta attualità politica, viste le discussioni provocate dall’allargamento dell’Unione europea all’interno del Polo. Ci sono questioni che coinvolgono il sindacato sin dalle prossime settimane. Confindustria, a Parma, e centrodestra, in campagna elettorale, si sono mostrati concordi nel voler intervenire sul mercato del lavoro per alleggerirlo dai famosi «lacci e lacciuoli» che lo rendono troppo rigido. E Cofferati avverte, «Le regole devono essere rispettate da tutti». Il riferimento, anzitutto, è all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Quello che vieta il licenziamento senza giusta causa. «È compreso nell’articolo 30 della Carta di Nizza» – ricorda. E osserva: «L’Europa è anche più avanti di quanto auspicato da certi imprenditori italiani». Ma non ci sono solo altolà nell’intervento del segretario della Cgil. Davanti alla platea delle Rsu, oltre a chiedere l’estensione al settorr privato della legge sulla rappresentanza di cui fu artefice Massimo D’Antona, torna a formulare le proposte del sindacato. Dal sistema di incentivi «in grado di aiutare le imprese sul terreno della qualità» all’eliminazione dell’obbligo dei contributi per i redditi da lvoro più bassi. Una proposta che, oltre ad aiutare i lavoratori che devono fare affidamento su una busta paga leggera, andrebbe anche a vantaggio del sistema delle piccole e medie imprese. «Mentre la riduzione o l’abolizione dell’Irpeg, riguardo le aziende che fanno utili, cioè le aziende del nord, non aiuterebbe il mezzogiorno nè incentiverebbe l’emersione delle aziende "sommerse". Per loro non c’è alcun vantaggio». Ma Cofferati entra nel merito anche di altri temi cari alla Cgil. Temi che riguardano da vicino i lavoratori e i loro diritti. Così rilancia l’indisponibilità «a mettere in discussione la scuola pubblica che ha una funzione decisiva». Pur senza ignorare le forme di istruzione gestite dai privati. Stesso discorso pr la sanità. «L’idea di sostituire o alterare la riforma – afferma – porta a far sì che un fondamento del welfare diventi per loro una preoccupazione». Mentre il sindacato, nel difendere il contratto della sanità, firmato poco più di due settimane fa, ha voluto difendere proprio anche la riforma.

 

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