Cofferati mette in moto la piazza “Fermiamo il governo o ci travolge”

19/03/2002

 
 
Pagina 7 – Economia
 
 
Per il leader della Cgil l´articolo 18 è come una diga. "Berlusconi non rispetta i lavoratori"
Cofferati mette in moto la piazza "Fermiamo il governo o ci travolge"
pensioni, sì alla riforma
          Ieri l´incontro con gli intellettuali Per sabato previsto oltre un milione di manifestanti: arriveranno con 8.000 pullman e 59 treni speciali
          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – Una manifestazione alla quale sono chiamati tutti, non solo i lavoratori dipendenti, perché «se si tocca un pilastro dei diritti del lavoro come l´articolo 18 – dice il segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati – l´acqua della diga poi travolgerà chiunque». La parola d´ordine, dunque, è «fermiamoli». Cofferati è convinto che il governo abbia un progetto più ampio di smantellamento dei diritti: «Se sfondano, anche solo su un punto minoritario, non si fermano lì», dice nell´incontro con gli intellettuali che hanno sottoscritto un «manifesto» di adesione alla manifestazione della Cgil in programma sabato e che porterà in piazza a Roma oltre un milione di persone.
          È un rischio che gli intellettuali dimostrano di avvertire: «In Italia forse non c´è un regime, ma di sicuro c´è una crisi della democrazia», dice Alberto Asor Rosa, promotore del «manifesto» firmato tra gli altri da Tullio De Mauro, Daniele Del Giudice, Marco Revelli, Antonio Tabucchi. «Dobbiamo tornare a parlare di conflitto, le classi non sono scomparse, le diseguaglianze crescono», aggiunge Giacomo Marramao.
          È una settimana impegnativa, questa, per Cofferati, che da un lato deve lavorare all´obiettivo dello sciopero unitario con Cisl e Uil («ci spero e ci credo», dice), dall´altro cucire insieme, in vista della «Festa dei diritti» di sabato, pezzi di società che raramente sono stati insieme: gli intellettuali, gli operai, i «no global», gli studenti, gli uomini di spettacolo. Per lui è una grande occasione, una sorta di gioioso commiato prima dell´addio alla Cgil previsto per il prossimo giugno. Nello stesso tempo, però, Cofferati deve tenere alto lo scontro con il governo: lo fa attaccando l´uso disinvolto delle deleghe per legiferare su temi così delicati come l´ambiente, la scuola, le pensioni, il Fisco, il lavoro, «la costituzione materiale di un Paese». Ma anche replicando con durezza al premier Berlusconi che da Barcellona aveva minacciato di voler dare ai sindacati dei «veri motivi» per scioperare: «Non è la prima volta che da parte del governo o del presidente del consiglio ci sono atti irrispettosi nei confronti di persone che lottano o manifestano: non sono sempre battute, sono a volte atti di esplicita ostilità».
          La risposta «che rimarrà negli occhi a tutti» verrà sabato, grazie a una manifestazione che Cofferati prevede imponente. La Cgil ha prenotato 8mila pullman (ricorrendo anche all´estero, e ancora non bastano), 59 treni speciali, 5 voli charter, tre navi (due dalla Sardegna, una dalla Sicilia). I cortei saranno ben sei e partiranno da altrettanti punti della Capitale: piazza della Repubblica, Ostiense, Tiburtina, piazza dei Navigatori, piazza Maresciallo Giardino, San Giovanni. Tre saranno i palchi, sistemati nell´area che sta tra il Colosseo e Circo Massimo: uno per il sindacato (a Largo di Porta Capena), un altro per la musica (a via dei Cerchi), un terzo per gli interventi di attori e scrittori (all´arco di Costantino), addobbati con 80mila garofani e 40mila rose provenienti da Sanremo. Dieci i maxischermi, 47 i registi (Maselli, Scola, Monicelli…), che faranno della «festa» un film collettivo, come per il G8 di Genova.