Cofferati lascia, dubbi Ds sullo sciopero

20/09/2002



20 settembre 2002

Il nuovo segretario Epifani non avrà vice. Dal primo ottobre l’ex leader torna in Pirelli all’ufficio studi sociali e ambientali

Cofferati lascia, dubbi Ds sullo sciopero


Angius: precipitosa la decisione Cgil di andare da sola. D’Alema: avrei preferito una protesta unitaria

      ROMA – Oggi la Cgil eleggerà il primo segretario generale non comunista della sua storia. È Guglielmo Epifani, 52 anni, romano, da 8 anni numero due della confederazione. Ieri Epifani ha passato la giornata a scrivere due discorsi, forse i più importanti della sua vita. Il primo è quello col quale questa mattina presenterà il suo programma al direttivo della Cgil, che lo eleggerà segretario generale (sarà il primo a non avere vice). Il secondo discorso è più che altro un saluto, che Epifani leggerà domani nel Palazzetto dello Sport di viale Tiziano dove i quadri e delegati Cgil assisteranno al rito del passaggio del testimone tra Sergio Cofferati e il suo successore. Rito che si celebrerà in un clima di commozione per il «cinese», che dopo 8 anni lascia, e di acclamazione per quel sindacalista col profilo da studioso e il passato da socialista che pochi, fino a qualche anno fa, avrebbero immaginato al vertice del più grande sindacato italiano.
      LO SCIOPERO GENERALE – Epifani prospetterà ai suoi una Cgil nel segno della continuità con l’era cofferatiana. Non a caso, il suo primo atto sarà la gestione dello sciopero generale del 18 ottobre, concordato con Cofferati, e che oggi lo stesso direttivo proclamerà ufficialmente. Ma il nuovo segretario indicherà anche i traguardi strategici: l’affermazione di nuovi diritti e tutele contro la crescente flessibilità del mercato del lavoro, una politica retributiva aggressiva, la verifica della rappresentatività sindacale attraverso il voto dei lavoratori. Il tutto con un obiettivo di fondo: far presa sui giovani, sulle nuove generazioni di lavoratori (oggi su 5,4 milioni di iscritti alla Cgil quasi 3 milioni sono pensionati).
      I DUBBI DEI DS – Ma forse la prima grana che Epifani dovrà affrontare è politica e viene dai Ds, della cui direzione lo stesso Epifani è membro. Ieri, infatti, prima Gavino Angius, capogruppo al Senato, e poi il presidente del partito, Massimo D’Alema hanno espresso dubbi sullo sciopero generale. «La decisione della Cgil di andare da sola è stata precipitosa», ha detto Angius. «Avrei preferito che fosse una protesta unitaria», ha aggiunto D’Alema.
      IL REGALO DI CARLA FRACCI – Epifani è arrivato ieri nella sede della Cgil verso le 13, di ritorno da Benevento dove la sera prima aveva partecipato alla festa dell’Unità. In mano una scatola di torroncini allo Strega e i foglietti con gli appunti per il saluto di domani, che ha finito di scrivere in ufficio, sotto il ritratto di Giuseppe Di Vittorio (primo segretario della Cgil) dipinto da Carlo Levi. Sullo stesso piano, il quarto, attraversato il corridoio, l’ufficio di Cofferati, anche questo con vista su villa Borghese. Lì il segretario uscente ha passato tutta la giornata. «Una giornata normale», sostengono i suoi collaboratori. Ma è ovvio che non è così. Molte telefonate di stima, tanti incontri. Alcuni di routine, altri no. Come quello col marito di Carla Fracci, Beppe Menegatti, che ha regalato a Cofferati un Pulcinella di terracotta su un corno rosso portafortuna e, da parte della moglie, una foto che ricorda la battaglia della Cgil per l’articolo 18, con dedica. «È un grandissimo ganzo, una delle rarissime persone in Italia che sia giusta e nella posizione giusta», dice ai giornalisti prima di andar via.
      IL LUNGO ADDIO – Sarà un discorso lungo, che toccherà tutte le corde della Cgil, dalla memoria all’orgoglio, quello che Cofferati pronuncerà domani. Sarà l’addio dopo 28 anni di attività sindacale, iniziata alla Pirelli, dove tornerà dal primo ottobre. Non più per misurare i tempi di produzione (mansione che non c’è più), ma nell’ufficio studi sociali e ambientali, a Milano. Lavorerà dalle 8.30 alle 17.30. E poi si dedicherà alla fondazione Di Vittorio promossa dalla Cgil, laboratorio politico della sinistra, che potrebbe fare da trampolino di lancio per la carriera politica di Cofferati che tutti danno per scontata. Nel frattempo il «cinese» si impegnerà sui «temi della pace», spiegano i suoi collaboratori. Il sindacato è già alle spalle.
Enrico Marro


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