Cofferati lascerà la Di Vittorio

04/04/2003


           
          VENERDÌ, 04 APRILE 2003
           
          Pagina 18 – Interni
           
          I tempi e i modi sono ancora da definire, ma la decisione sarebbe già stata presa e concordata con la Cgil
           
          Cofferati lascerà la Di Vittorio
           
          "Inopportuna" la doppia presidenza Fondazione-Aprile
           
           
           
           

          ROMA – Sergio Cofferati si prepara a lasciare la Fondazione Di Vittorio. Forse non sarà questione di giorni, ma neanche di mesi. Si studiano il momento e il modo migliore, il passaggio deve risultare indolore, ma dopo le ultime polemiche e dopo la nomina dell´ex leader sindacale a presidente di Aprile, vale a dire dopo la definitiva scelta politica, la fondazione legata a Corso d´Italia perderà il suo illustre numero uno. Ci sarebbe stato, nelle ultime ore, un lungo colloquio tra il Cinese e il segretario della Cgil Guglielmo Epifani.
          Con lo stato maggiore del sindacato sarebbe stata presa la decisione finale e concordata l´uscita soft, senza strappi traumatici. Ma quell´uscita ci sarà e probabilmente anche «a breve», dicono a Corso Italia. Non si può fare subito, sull´onda delle polemiche e delle pressioni, debite e indebite, che arrivano dall´esterno (come quella del segretario della Cisl Savino Pezzotta). Non va accelerata, per non darla vinta a chi ha espresso quelle critiche piovute addosso alla Cgil dopo la pubblicazione sul sito della Di Vittorio dell´editoriale firmato Catilina, che proponeva di accompagnare alla porta tutto il gruppo dirigente del centrosinistra. Questo no, per rispetto dell´autonomia del sindacato. Ma in nome di questa stessa autonomia la Fondazione va riportata nel suo «ambito statutario», come si legge nel comunicato della segreteria Cgil diffuso mercoledì. Non è sindacalese, ma piuttosto un modo per dire che un´associazione culturale, per sua natura, non dovrebbe stare così «sulla palla», sull´attualità, orientare giorno dopo giorno il dibattito politico, come fa la fondazione, soprattutto attraverso il suo sito.
          L´incompatibilità del doppio incarico presidente della Di Vittorio e leader di Aprile è un argomento spuntato: non esiste e non è quello il problema. Ma Cofferati e Epifani sono in assoluta sintonia, sui motivi di opportunità: ormai le strade sono diverse, anche se sono destinate a incontrarsi ancora molte volte. Basta vedere quello che succede sulla guerra, dove il terreno di lotta è lo stesso e la Cgil ha addirittura scavalcato a sinistra il suo leader precedente. Cofferati non conferma nè smentisce la preparazione dell´ultimo trasloco dalla Cgil, il taglio del cordone ombelicale. Ma tra lui e Epifani la scelta sembra fatta. Il segretario non potrà più essere considerato «prigioniero» del suo predecessore e l´impiegato della Pirelli non dovrà più rintuzzare la critica di usare la Confederazione come arma dello scontro sui gruppi dirigenti. Tanto troverà comunque nella Cgil e nei suoi aderenti degli alleati sicuri. Per il momento resterà quello che gli stessi interessati chiamano «cameratismo». Ma se Cofferati con l´assemblea del correntone ha varcato il Rubicone della politica, anche per la Cgil il dado è tratto.
          (g.d.m.)