Cofferati, la guerra e il «correntone»

03/10/2001

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 Cofferati, la guerra e il «correntone»   


INTERNI
Mercoledì 03 Ottobre 2001
IL «correntone» che appoggia la candidatura di Giovanni Berlinguer alla segreteria ds? Sulla risposta da dare alla sfida terrorista resta prigioniero dei vecchi schemi dell’antiamericanismo. E Sergio Cofferati , che in quell’area si è collocato, è «l’anomalia più vistosa» del dibattito congressuale della Quercia. E’ una dura e argomentata requisitoria quella che muove nel suo ultimo numero «Le ragioni del socialismo». In un corsivo intitolato appunto «Cofferati e il correntone», la rivista diretta da Emanuele Macaluso nota come alcuni esponenti della componente di «centrosinistra», a proposito dell’attentato contro le Torri gemelle, «dicano quel che non si deve fare e mai quel che si deve. Soprattutto, si nega la possibilità dell’uso delle armi e si ritrova così il cordone ombelicale che collega pezzi di Ds ai cosiddetti movimenti antiglobal e al vecchio antiamericanismo». Senza capire che una risposta inadeguata e generica «si trasformerà nella caccia all’arabo e a chi si oppone a quella caccia». Dall’analisi sui rischi di questo «sinistrismo di maniera», insensibile alle conseguenze delle posizioni che sostiene, nasce la domanda circa il ruolo e la collocazione di Cofferati Il leader della Cgil è «stimato non solo come dirigente sindacale, ma come persona dotata di equilibrio politico». E quel che più conta è che ha «una storia di riformista convinto, non assimilabile all’opportunismo di tanti suoi compagni di cordata». Molto più consono a questa storia, sostiene la rivista, sarebbe stato vederlo a fianco di Giuliano Amato nel tentativo di costruire quel grande partito socialista che manca nel Paese. Piuttosto che paladino «della “diversità” invocata dagli epigoni di un egemonismo senza egemonia». La conclusione è quasi un appello al segretario della Cgil, del quale si ricorda la militanza accanto a un grande leader riformista, Luciano Lama: «Cofferati sa benissimo che le posizioni estreme regalano spazio ad altre posizioni estreme. Vogliamo sperare che abbia tempo di riflettere e di riprendere il ruolo che nella sinistra ha sempre avuto».


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