Cofferati insiste: i diritti non si toccano

11/03/2002





Dal leader Cgil nuovo no a differenze salariali – Pezzotta rivendica la linea della trattativa: porta risultati
Cofferati insiste: i diritti non si toccano
Angeletti (Uil): «Sono ottimista, il tema licenziamenti sparirà dalla delega e non dovrà ricomparire più»
N.P.
(DAL NOSTRO INVIATO)

PALERMO – Sergio Cofferati non nasconde un’espressione soddisfatta: «Il Governo si è spaventato delle iniziative che sono state messe in campo, in particolare dalla Cgil. Un motivo in più per andare avanti». E così farà il leader della Cgil: la manifestazione del 23 marzo e lo sciopero generale del 5 aprile sono confermati. Anche perché Cofferati non è disposto ad accettare alcuna modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. «Non siamo disponibili ad accettare manomissioni, in nessuna forma. O c’è lo stralcio di quanto è stato presentato in Parlamento, oppure la sostituzione con un altro testo che non deve aver nessun riferimento diretto o indiretto all’articolo 18», ha detto il leader della Cgil, prima ancora di sedersi alla tavola rotonda di ieri pomeriggio, in occasione del convegno di Confindustria "Il Sud che vogliamo". Quindi la nuova proposta annunciata dal Governo non riuscirà ad aprire uno spiraglio nei confronti del sindacato. «Il presidente del Consiglio ha negato l’ipotesi dello stralcio. Con i se e con i ma non si fa nulla. Restiamo ai fatti: c’è un testo presentato in Parlamento che contiene modifiche all’articolo 18, con annunci di una nuova scrittura che però dovrebbe contenere di nuovo l’articolo 18. Siamo punto e a capo e teniamo ferme le nuove iniziative», ha detto Cofferati, commentando anche le affermazioni del Governo sulla difficoltà a comunicare il vero significato della riforma dell’articolo 18: «hanno sei televisioni, la gente invece ha capito fin troppo bene». Anche la Cisl rivendica un proprio merito nell’aver spinto il Governo a formulare una nuova proposta: «Chi ha scelto la linea della trattativa ha scelto una linea coerente, perché obbliga il Governo a dare risposte», ha detto il leader della Cisl, Savino Pezzotta. Sulla proposta dell’Esecutivo, il leader della Cisl glissa: «non esprimo giudizi senza averla vista. Sull’articolo 18 anche fra due mesi manterremo inalterate le posizioni. Per ora abbiamo fatto anticipare al Governo la riflessione: la linea del confronto è quella che serve e che ha scompaginato un po’ le carte». Da Roma il leader della Uil, Luigi Angeletti, è ottimista sulla possibilità che la riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (licenziamento senza giusta causa) possa sparire dalla delega. «Non ci sarebbe più bisogno di scioperi generali», ha detto Angeletti. Le sue affermazioni sono sui toni espressi nel congresso, e molto vicini alla linea della Cgil: «siamo per sederci al tavolo della trattativa dove non ci sarà alcuna discussione sull’articolo 18, che è già sparito da quel tavolo, ma dove noi intendiamo parlare di mercato del lavoro per cogliere le opportunità di crescita». Non sarà facile, quindi, per l’Esecutivo individuare un strada che possa ricompattare per lo meno Cisl e Uil (visto il secco no della Cgil), mantenere in piedi una riforma dell’articolo 18, pur con una modifica del testo della delega, in modo che il cambiamento di rotta non suoni come una retromarcia, e raggiungere un’intesa. Quanto al Sud, argomento del convegno di ieri, secondo Cofferati andrebbe rifinanziata la programmazione negoziata, cioè i contratti d’area, i patti territoriali e i contratti di programma. «Sono strumenti che hanno funzionato, anche se hanno avuto bisogno di un periodo di messa a punto». Inoltre, secondo il leader della Cgil, servirebbe più attenzione alla scuola e alla formazione. Sono queste, a suo parere, le carte da giocare per fare decollare il Mezzogiorno, e non una maggiore flessibilità come chiedono gli imprenditori. Pezzotta, invece, ha rilanciato un «patto per il Sud», rimarcando che il Mezzogiorno non è più tra le priorità dell’agenda del Governo. «Bisognerebbe aprire un tavolo con l’Esecutivo, Regioni, imprenditori e sindacati: il Sud deve tornare ad essere una priorità dell’agenda del Governo nazionale». Quanto al sommerso, se per Cofferati le misure del Governo non stanno avendo risultati, per Pezzotta la strada per vedere effetti concreti passa per «un’intesa con le parti sociali».

Sabato 09 Marzo 2002