Cofferati: «Incentivare la previdenza integrativa Il ritardo è drammatico»

11/02/2003

          11 febbraio 2003

          I lunedì della Fondazione Di Vittorio
          Cofferati: «Incentivare la previdenza integrativa
          Il ritardo è drammatico»

          MILANO Sui fondi pensione è necessario il decollo del secondo pilastro.
          «Non si sta a metà del guado: o si procede nella traversata o si
          rischia di rimanere risucchiati dalle acque». Così, con una metafora,
          Sergio Cofferati sottolinea, durante un dibattito sui fondi pensione
          organizzato a Milano dalla Fondazione Di Vittorio per i «lunedì
          dell’economia», la necessità di estendere la previdenza integrativa. «I
          fondi operanti oggi sono solo otto – dice l’ex leader della Cgil – e
          coprono non più del 30% dei lavoratori, mentre larghissime fasce
          restano escluse. Il sistema dei fondi pensione introdotto nel ‘96 va
          bene, ma c’è un gravissimo ritardo nella sua diffusione, e in particolare
          restano tagliati fuori i lavoratori delle aziende medio-piccole e le nuove
          figure del lavoro atipico».
          Quindi, «c’è la necessità assoluta di estendere rapidamente il secondo
          pilastro della previdenza per dare efficacia alla protezione di un mercato
          del lavoro che ormai è composto in buona parte da atipici». «Se il
          secondo pilastro non verrà esteso rapidamente – riprende Cofferati – in
          futuro ci potranno anche essere conseguenze sulle politiche dei
          redditi, oltre che conseguenze consistenti sulla coesione sociale».
          Cofferati ha anche criticato duramente le proposte che stanno
          maturando all’interno del ministero del Welfare di Maroni, a partire
          dall’intenzione di procedere con la decontribuzione a favore delle
          imprese, definita «una manomissione del sistema previdenziale per
          dare benefici fiscali a breve alle aziende». Di più: Cofferati pensa
          «tutto il male possibile» della legge delega in materia pensionistica
          presentata dal governo in Parlamento, ritenendola socialmente ed
          economicamente pericolosa, potenzialmente discriminatoria e pensata
          per compensare le carenze della finanza pubblica. La legge, secondo
          l’ex segretario della Cgil, «non ha strumenti di compensazione» e
          l’idea di far calare «il valore dei redditi di una platea grande di
          pensionati, se è socialmente assurdo, economicamente lo è ancora di
          più perchè vuol dire comprimere i consumi di milioni di persone».
          Rispetto a questo scenario già negativo, secondo Cofferati, il
          «corollario» della delega «è il diritto condizionato» risultante dalle
          modalità con le quali è stato pensato il prolungamento volontario del
          rapporto, «perchè la norma comporta la richiesta all’impresa, e l’adesione
          dell’impresa per decidere se proseguire il rapporto di lavoro
          oppure interromperlo», un criterio portatore di «potenziale discriminazione».
          Quanto poi all’ipotesi dell’obbligatorietà del trasferimento del
          Tfr ai fondi integrativi, secondo Cofferati «prefigura anche una sorta
          di sequestro ad uso temporaneo, attraverso il trasferimento dell’intero
          stock, di compensazione di quanto sarebbe necessario integrare,
          di quanto non è correttamente realizzato sul piano della finanza
          pubblica». «Nessuno mi toglie dalla testa che l’obbligo abbia anche
          questo potenziale utilizzo – ha precisato al riguardo – che porti alla
          cartolarizzazione di una quantità rilevante o dell’intera quota del Tfr
          trasferito verso i fondi di previdenza integrativa». «Il sistema previdenziale
          viene manomesso – aveva già spiegato Cofferati – per dare
          un vantaggio sul costo del lavoro alle imprese, per rispondere a delle
          esigenze elettorali di brevissimo periodo. Non vi vedo nessun elemento
          razionale».