Cofferati incalza l´Ulivo “Lotta anche in Parlamento”

24/06/2002


SABATO, 22 GIUGNO 2002
 
Pagina 8 – Economia
 
LA POLEMICA
 
Il segretario della Cgil: il banco di prova sarà il voto finale
 
 
 
 
"Una riforma grave, che cancella i diritti. Cosa farà Rutelli? Chiedetelo a lui"
 
MASSIMO VANNI

FIRENZE – «Le forze dell´Ulivo dovranno scegliere da che parte stare». Dice così il leader della Cgil Sergio Cofferati appena prima di mettersi a discutere del «Futuro della sinistra europea» assieme a Giovanni Berlinguer e all´associazione Aprile. E per un momento presente e futuro sembrano sovrapporsi. Convinto che l´accordo separato tra governo Berlusconi e Cisl-Uil sia ormai chiuso, il «Cinese» interroga l´Ulivo.
«Sono poco interessato alle modalità con le quali si concluderà il confronto a cui la Cgil non ha partecipato. Resta la sostanza: c´è un testo che Cisl e Uil hanno condiviso e che porta alla modifica dell´articolo 18», è la reazione di Cofferati all´ipotesi di accordo separato che appare sempre più probabile. «E le modifiche effetto dell´accordo, se verrà confermato, distruggono la proposta che l´Ulivo aveva presentato e che porta il nome di Giuliano Amato e Tiziano Treu. Queste fanno carta straccia della proposta e le forze dell´Ulivo dovranno scegliere», dice il segretario generale della Cgil guardando già al voto finale della riforma dell´articolo 18.
Sono le 21.30 nel chiostro del Convitto della Calza che la Curia fiorentina ha trasformato in auditorium. Si vedono Pietro Folena, Fabio Mussi, Cesare Salvi, ma Berlinguer non è ancora arrivato e Cofferati s´informa sulle ultime notizie. L´accordo è fatto, non ha dubbi il capo della Cgil. Forse il testo avrà materialmente la firma di Cisl e Uil, forse no. Ma per Cofferati sono dettagli: «La Margherita è parte dell´Ulivo, Treu è uno dei firmatari della proposta che l´accordo distrugge e se l´Ulivo deciderà di difendere il progetto presentato resterà unito, altrimenti no. Hanno un problema di coerenza con se stessi», dice riconfermando punto per punto la rotta di marcia fino a questo punto disegnata.
«Se quel testo diventerà ipotesi di legge, lo contrasteremo con tutti gli strumenti, compreso il secondo sciopero generale in autunno», torna a dire il segretario che lascerà ai primi di luglio. Nel testo del possibile accordo, «non c´è traccia della riforma degli ammortizzatori sociali, le risorse messe a disposizione sono irrisorie». E se le garanzie dell´articolo 18 verranno sospese per le imprese che supereranno la soglia dei 15 dipendenti, i cambiamenti prodotti saranno negativi, «per le persone che lavorano e per quelli che entreranno nel mercato del lavoro».
Si tratta di una riforma «che apre una falla», con la conseguenza di produrre danni per i lavoratori e di «introdurre meccanismi di competizione tra le imprese». Un risultato che è l´esatto contrario della mobilitazione dei mesi scorsi: «Avevamo chiesto a milioni di persone di lottare per impedire al governo di modificare l´articolo 18 e invece si è arrivati all´accordo separato, quando si ledono diritti fondamentali si commette un errore grave». Cosa farà Francesco Rutelli? «Chiedetelo a lui», risponde Cofferati. L´accordo è grave non solo perché distrugge l´articolo 18 ma anche perché introduce gli enti bilaterali: «Organismi di rappresentanza del sindacato e delle imprese che saranno chiamati a svolgere funzioni proprie dello Stato: chi vuole una prestazione sarà costretto ad iscriversi ad una delle associazioni che fanno parte di questi organismi, non solo i lavoratori ma anche le imprese».