Cofferati: «Il governo rifiuta il dialogo»

24/09/2001

La Stampa web Ciaoweb






ECONOMIA
Domenica 23 Settembre 2001
«Il governo rifiuta il dialogo»
FERRARA Sergio Cofferati va all’attacco. Alla vigilia dell’incontro sulla Finanziaria tra le parti sociali e il governo, convocato per martedì prossimo, il segretario generale della Cgil fa capire che l’atmosfera non sarà delle più rilassate. Di fronte allo zoccolo duro dei pensionati iscritti allo Spi ha lanciato chiari messaggi al Governo tutto, a Berlusconi, al Governatore della Banca d’Italia e anche a «quella parte della sinistra che mi offende quando tiene ancora viva l’idea che si possa risolvere il problema del licenziamento senza giusta causa attraverso un indennizzo materiale». Sulla Finanziaria vede pochi spazi di trattativa: «C’è tempo fino al 28 – ha detto dal palco di Ferrara – poi il governo dovrà presentarsi di fronte alle Camere. In tre giorni non si discute nulla. Noi, come sempre, parteciperemo. Ma, fin dal metodo, mi sembra chiaro che l’esecutivo non abbia interesse a cercare punti di mediazioni su argomenti così importanti». E Cofferati vorrebbe discutere delle pensioni e della necessità o meno di una riforma, dell’articolo 18 e del mercato del lavoro. Vuole confrontarsi perché su questi temi «Berlusconi ha detto che cambierà il passo. Ma il problema non è il ritmo ma la direzione. Che è sbagliata. Ai pensionati sono state fatte promesse demagogiche durante la campagna elettorale che non hanno nulla a che vedere con le 50 mila lire in più per gli ultrasettantacinquenni. Ammesso che anche questo si faccia». Ma è sull’articolo 18 che il leader della Cgil non vuole fare sconti sentendo odore di «un’intenzione politica subdola», perché «si vuole tornare al doppio regime tra chi è ancora sul mercato e chi ne è appena uscito». «Il giornale di Confindustria – ha detto ancora il segretario generale – ha dedicato spazio al numero irrisorio di persone, 70 anna nel 2000, che in Italia fanno ricorso e vengono reintegrate. E concludeva: ma se sono così poche, perché il sindacato insiste così tanto per mantenere l’a norma?. L’osservazione si può rovesciare: se sono così poche perché tanta protervia e insistenza? La ragione è semplice: sono così poche perché il valore di quell’articolo è la deterrenza». Cofferati ha terminato il suo intervento, tutto all’attacco, rispolverando, il duello a distanza con Antonio Fazio, riferendosi soprattutto alle stime sulla crescita del Pil: «Le intenzioni del governatore della Banca d’Italia, mi paiono ormai da tempo solo politiche e non di altra natura. Ben lontane dalla funzione che lo stesso dovrebbe svolgere. Le sue previsioni nel corso degli ultimi cinque anni si sono sempre dimostrate sbagliate. Ora a parlare di sviluppo economico straordinario sono rimasti solo il Fazio e il ministro dell’Economia».
[r.e.s.]
Indietro


Copyright ©2001 Guida al sito Specchio dei tempi Credits Publikompass Scrivi alla redazione