Cofferati: il Dpef non va, verso lo sciopero generale

29/07/2002

sabato 27 luglio 2002

L’intervento del leader della Cgil alla Festa dell’Unità a Roma. «Per vincere un Ulivo che vada da Di Pietro ai Verdi
Cofferati: il Dpef non va, verso lo sciopero generale

ROMA «Se si vogliono vincere le prossime
elezioni bisogna costruire immediatamente
un grande Ulivo che vada da Di
Pietro ai Verdi». Sergio Cofferati parla in
un dibattito pubblica alla festa dell’Unita
di Roma. Moltissime le persone ad ascoltarlo.
Molti ragazzi e ragazze.
Tanti gli applausi.
«Quello che serve – spiega – è che si
costituisca subito un gruppo di persone
che si metta a lavorare per un programma.
La scelta delle responsabilità e della
guida di questo grande Ulivo è una decisione
che dovrà essere presa in una seconda
fase. Inoltre – prosegue il leader della
Cgil – è necessario fin da subito, e forse
siamo già in ritardo, che le forze dell’Ulivo
si coordinino per svolgere in Parlamento
una forte opposizione». Cofferati
aggiunge quindi che «più alta sarà la discussione
sul futuro programma dell’Ulivo
e meno difficoltà si avranno ad individuare
le responsabilità e la guida di questo
schieramento».
Il segretario della Cgil parla anche di
giustizia, di quanto avvenuto in alcune
aziende delle Marche e di economia. «I
conti illustrati nel Dpef non hanno fondamento.
Per questo dobbiamo anche ipotizzare
un secondo sciopero generale in
autunno». Cofferati giudica il Dpef «inefficace,
sbagliato e pericoloso; ben che vada – prosegue –
ridurrà solo le tasse, anche se vi sono dei forti dubbi.
Ma è ipotizzabile tranquillamente che si ridurrà la
spesa sociale». Cofferati indica inoltre
«poco credibile l’idea della crescita del Pil
al 2,9% nel 2003».
Anche sul tema della giustizia il suo
è un giudizio molto negativo. Commentando
il decreto legge che introduce la
norma del legittimo sospetto, afferma
che «vi è un tentativo esplicito del governo
di introdurre o modificare norme in
modo tale da rendere più difficile l’esercizio
ordinario della magistratura, con intenti
evidenti». «Gli aspetti di questa azione
- aggiunge – ricadono su alcuni processi e
ne modificano la dinamica e le conclusioni,
soprattutto quando riguardano
autorevoli esponenti del centrodestra».
Per il leader della Cgil è in atto un «attacco
all’indipendenza della magistratura»
da parte del governo, che ha l’obiettivo
«non di rendere più efficace e certo il
percorso della giustizia, ma di trovare il
modo per cui qualcuno possa non essere
giudicato o trovare il modo per cambiare
l’effetto di un giudizio».

Non piacciono invece al leader della Cgil
le proposte venute da esponenti ds di riaffrontare
il tema delle riforme istituzionalie: «questo
non è il tempo per farlo», dice. «Non
vedo – insiste – nessuna condizione di
normalità per affronare un tema simile»,
mentre a sua avviso «va rifiutata e battuta
la costruzione di un modello plebiscitario».
Cofferati sgombra poi il campo alla
sua candidatura alle elezioni suppletive
sul collegio di Pisa. «Se accettassi oggi
l’incarico politico – ha spiegato – fornirei
un pretesto a tutti quelli che in questi
mesi hanno accusato me e la mia
organizzazione di fare politica.
Una scelta del genere, dunque, sarebbe un
danno per la Cgil.
Ringrazio tutti quelli che pensano a
me e vogliono in qualche maniera collocarmi
in politica. Lo dico senza polemica,
ma sia chiaro che non sono interessato».