Cofferati: i telegiornali stanno oscurando la Cgil

10/09/2002

      10 settembre 2002

      La denuncia del leader della confederazione a un convegno sul Mezzogiorno: versione distorta e anche caricaturale delle nostre posizioni
      Cofferati: i telegiornali stanno oscurando la Cgil

      Claudio Pappaianni

      NAPOLI Politica e movimento dialoghino
      ma nel rispetto delle proprie autonomie.
      Si parla di «Mercato del lavoro:
      diritto ed occupazione» al convegno organizzato
      a Bagnoli, alla Fondazione
      Idis a Città della Scienza, da Opposizione
      Civile, l’associazione fondata da Paolo
      Sylos Labini, Enzo Marzo ed Elio Veltri.
      Ma si finisce inevitabilmente di parlare
      del 14 settembre. «Per questo manifesteremo
      a Piazza San Giovanni dove ci
      saremo tutti, o quasi tutti…» dice, interrotto
      dagli applausi, Giovanni Berlinguer
      parlando di «questo Governo saccheggiatore
      di risorse e leggi nell’interesse privato».
      Dopo di lui interviene, per un breve saluto
      alla platea, Antonio Bassolino
      che va oltre: «Dopo il 14 settembre
      – dice il Presidente della Regione
      Campania bisognerà fare in modo che
      i movimenti e il mondo dei partiti non
      restino senza comunicazione fra loro.
      Perché questo non aiuterebbe né i movimenti
      né i partiti che senza questa sollecitazione
      e senza questa contaminazione
      tenderebbero a restare così come sono».
      La sala si riempie, tocca a Sergio
      Cofferati nel giorno del suo onomastico,
      l’ultimo da leder della CGIL: «Non
      posso che sostenere apertamente l’esortazione
      che ha fatto Bassolino – dice – Credo
      sia giusto e utile che ogni singola
      associazione svolga la sua parte. Ognuno
      di noi ha una funzione di rappresentanza
      limitata. È però indispensabile che
      la politica faccia sintesi di queste sollecitazioni.
      Il modo è uno solo: che s’instauri
      un rapporto dialettico e rispettoso tra
      tutti questi soggetti. L’autonomia di
      ognuno non venga mai messa in discussione
      e ognuno eserciti la sua di autonomia.
      Non ci devono essere tentativi, più
      o meno espliciti, anche accidentali, di
      condizionamento o di egemonia degli
      uni e degli altri: parità, rispettò e intenzione
      comune di lavorare ad un progetto».
      Un progetto che valga per tutti. Alla
      politica il compito di fare sintesi di questo
      progetto coinvolgendo tutti i soggetti
      in modo che ognuno possa dare il
      proprio contributo. «Penso – ha concluso
      Cofferati – che se la politica e i movimenti
      troveranno questa voglia di confronto
      e di costruzione comune si potrà
      mettere a profitto moltissima dell’esperienza
      che si è fatta in questi mesi e che
      ha dato una scossa al Paese».
      Parla per un’ora, Cofferati: Mezzogiorno,
      sviluppo, crescita del lavoro e
      dei diritti di chi lavora; rilancio della
      programmazione negoziata al sud contro
      un Governo, miscela di neoliberismo
      imitativo e populismo, che ha cancellato
      i vantaggi per il sud; legge sulle
      TV e pluralismo nell’informazione. «È
      in atto un tentativo di oscuramento dell’organizzazione
      che io dirigo – denuncia
      Cofferati – I telegiornali, tanto quelli
      della TV pubblica e di quella privata, da
      qualche tempo in qua, sistematicamente,
      hanno ridotto lo spazio di informazione
      che riguarda la posizione e l’opinione
      della Cgil: lo dicono i dati delle
      rilevazioni che gli osservatori stanno facendo.
      Aggiungo che poi quando parlano
      di noi danno una versione distorta e
      qualche volta caricaturale delle nostre
      posizioni. Anche questo problema riguarda
      i cittadini e i loro diritti».
      Ma il tema in discussione al convegno
      è quello del lavoro e non è un caso
      che se ne parli nella capitale del Meridione:
      «Il patto per l’Italia – dice Cofferati -non
      risponde in alcun modo all’esigenze
      del Mezzogiorno, che saranno invece
      al centro dello sciopero generale che la
      Cgil farà nel mese di ottobre».