Cofferati: grottesco non sostenere lo sciopero

14/10/2002


domenica , 13 ottobre 2002
POLITICA INTERNA

Cofferati: grottesco non sostenere lo sciopero

L’ ex leader Cgil attacca il documento di liberal e dalemiani. Mediazione di Fassino in vista della direzione Il 16 novembre manifestazione del centrosinistra contro la Finanziaria
Fregonara Gianna

ROMA – Bacchetta quanti nell’ Ulivo volevano il rinvio dello sciopero generale e che per questo avevano anche scritto (ma non divulgato) un appello alla Cgil: «Certe iniziative sono pericolose e grottesche». Tende una mano a Piero Fassino in vista de lla direzione del partito che si svolgerà domani, facendo intendere che se ribadirà che i Ds sono schierati a fianco del sindacato in vista della protesta del 18 ottobre, i toni del confronto interno resteranno civili. Usa una parola che era un po’ d esueta nel centrosinistra ed è stata ripescata da quanti ultimamente sognano la sinistra unita (oltre i Ds): «i progressisti», che si augura si impegnino con «coerenza nella costruzione di un progetto non nella scelta delle persone». Sergio Cofferati domani non sarà alla direzione dei Ds, anche se a Pesaro si era fatto eleggere nell’ organismo del partito, perché preferisce saltare l’ appuntamento di partito che mancare un giorno alla Pirelli. E così ieri la manifestazione di «Aprile» sulla scuo la è diventata il palcoscenico da cui far sentire, preventivamente, la propria voce. Gli applausi più forti – un’ ovazione – li ha ricevuti quando ha attaccato chi nell’ Ulivo voleva chiedere il rinvio dello sciopero per recuperare l’ unità sindacale : una quarantina di deputati della Margherita, dei liberal diesse e dalemiani come Nicola Rossi e Salvatore Buglio, anche se il presidente della Quercia ne ha preso le distanze. L’ Ulivo ieri ha annunciato una manifestazione contro la Finanziaria per il 16 novembre, e Piero Fassino ha preferito ignorare qualsiasi tema di frizione con il correntone. Non ha neppure ascoltato l’ intervento dell’ ex segretario della Cgil: «Devo tornare a scrivere la relazione», si è scusato. Oggi il correntone decid erà che atteggiamento tenere in direzione. Sembra scontato che Fassino rilanci la linea congressuale di Pesaro e che proprio alla sua maggioranza chieda il voto di sostegno: il nuovo Ulivo che decide a maggioranza e il sì alla guerra all’ Iraq sotto l’ ombrello Onu renderanno non votabile il documento alla minoranza cofferatiana. Ma Fassino ha intenzione di concedere molto anche a loro, nei toni, sul lavoro e sullo sciopero. Tanto che il correntone potrebbe preparare ma non mettere in votazione un suo documento alternativo. A meno che il dibattito si infiammi oltremisura. Massimo D’ Alema ha annunciato un suo intervento: assicurano i suoi che il chiarimento tra il presidente della Quercia e Fassino c’ è già stato e che entrambi sono intenzi onati a voltare pagina in fretta dopo la crisi seguita al voto contro l’ invio degli alpini in Afghanistan.