Cofferati: «Firmerò una mozione congressuale»

10/07/2001
La Stampa web

 




Martedì 10 Luglio 2001
«Firmerò una mozione congressuale»
Cofferati riceve la Legion d’onore francese e pensa alla Quercia
Roberto Giovannini
ROMA Lo scenario è quello sontuoso della «Sala dei Carracci» di Palazzo Farnese, ambasciata di Francia. L’onorificenza è una delle più gloriose: la Legion d’Onore, istituita da Napoleone Bonaparte il 19 maggio 1802. La motivazione con la quale la Francia offre la sua più prestigiosa insegna al segretario della Cgil Sergio Cofferati è altrettanto «importante»: l’aver stretto rapporti di «amicizia e franca cooperazione» con le autorità e con le parti sociali francesi, l’impegno per stabilire regole di dialogo e concertazione a livello europeo nell’ambito della Carta Europea del Lavoro, l’attività umanitaria per il contrasto del lavoro minorile. Una soddisfazione non da poco per l’uomo considerato il «pericolo numero uno», e corteggiato da diverse componenti diessine alla ricerca di un candidato segretario.
Circondato da tanti amici e compagni, presenti la moglie Daniela e il figlio Simone, Cofferati – un po’ commosso, un po’ imbarazzato, palesemente assai felice – ha ascoltato emozionato il lungo discorso elogiativo dell’ambasciatore francese, Jacques Blot. Alla cerimonia prendevano parte molti dirigenti della Cgil; in rappresentanza del governo, il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi; presente anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni, con cui Cofferati ha scambiato un affettuoso abbraccio, il presidente del Cnel, Pietro Larizza, il sindaco di Ferrara, Gaetano Sateriale e il presidente dell’Acea, Fulvio Vento, già dirigente dei chimici Cgil con Cofferati negli Anni 80. Assenti, invece, i segretari di Cisl e Uil, pur invitati.
L’ambasciatore Blot ha ricordato che nei suoi sette anni da segretario della Cgil Cofferati «ha concertato e fatto accordi con sette governi, compreso l’attuale. Lei – ha aggiunto con una battuta – è diventato un modello di continuità nel suo paese». Di Cofferati, Blot ha sottolineato il suo impegno in difesa del «modello sociale fondato sulla stabilità e la difesa dei diritti»; la battaglia contro il lavoro minorile; la capacità di imporre sacrifici ai lavoratori «quando lo ha richiesto l’interesse generale del paese, come nel caso dell’ingresso nell’euro», affiancata all’impegno in difesa della coesione sociale. E ancora, l’attenzione «profonda, umana e solidale verso gli altri», e quella per la cultura «alta», musica, teatro, a riprova della sua «speciale sensibilità». Daniela Cofferati è stata citata dall’ambasciatore nel suo discorso: Blot ha parlato del ruolo che la signora Cofferati svolge come insegnante per i bimbi lungodegenti in ospedale. Il sindacalista (di cui è ben nota la scrupolosa riservatezza per tutto quanto attiene alla sua famiglia e alla sua privacy) a sua volta ha ringraziato commosso: «Condividere ideali e passioni con la propria famiglia è qualcosa che dà una forza in più». Non è un caso dunque se l’onorificenza «va condivisa con tutta la Cgil».
Qualcuno con riferimento alle vicende politiche di queste settimane, ha avuto buon gioco nell’ironizzare sull’«isolamento» di cui sarebbe vittima il leader della Cgil. Che terminata la cerimonia, si apparta qualche minuto con il sindaco di Roma Veltroni. A discutere della prossima battaglia congressuale della Quercia? Cofferati nega sorridendo: «Parlavo con Walter come sindaco di Roma, non come ex segretario dei Ds. E poi, il fatto che il congresso della Cgil si svolga dopo quello dei Ds, per me è la migliore garanzia: significa che resto al mio posto, no?». Anche se il sindacalista fa capire di essere molto contento per il subbuglio provocato nel partito dal suo intervento alla direzione Ds. E assicura: «Firmerò una delle mozioni congressuali».
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