Cofferati: è un patto scellerato altro che intesa per lo sviluppo

21/06/2002



la polemica

Enrico Singer

inviato a SIVIGLIA

Del 21/6/2002 Sezione: Economia Pag. 5)
IL SEGRETARIO DELLA CGIL IERI A SIVIGLIA
Cofferati: è un patto scellerato altro che intesa per lo sviluppo
«Ci si sta muovendo verso un accordo che lede diritti fondamentali Pezzotta e Angeletti hanno rotto l´impegno con chi aveva scioperato»


UN patto scellerato. Altro che un patto per lo sviluppo». Le parole di Sergio Cofferati sono più roventi del sole che picchia implacabile sulle migliaia di persone riunite di fronte al palazzo della Diputaciòn Provincial in attesa di partire in corteo verso la plaza de Espana. «In Italia ci si muove verso un accordo che lede i diritti fondamentali delle persone e se le altre organizzazioni sindacali lo firmeranno, si accentuerà una rottura che, già oggi, è più grave di quella del 1984». Il segretario della Cgil è a Siviglia per appoggiare lo sciopero generale proclamato in Spagna proprio alla vigilia del vertice europeo, ma con la testa – e il telefonino – è a Roma. A quel «tavolo» sull’articolo 18 che ha deciso di disertare. Ma non si sente isolato. «Avevamo detto insieme di voler costringere il governo a stralciare l’articolo 18. Il governo non ha stralciato nulla e, venti giorni dopo l’inizio del negoziato, ecco che arriva già una proposta per modificarlo. Sono Cisl e Uil ad avere rotto l’impegno preso con milioni di persone che hanno scioperato per questo. Il loro è un errore grave». E questo spiega quel riferimento alla crisi sindacale dell’84 esplosa, allora, attorno all’abolizione della scala mobile. L’accordo, però, non è ancora formalizzato. «Forse hanno capito che la giornata non era la più adatta. Anche qui si sciopera per le stesse ragioni. Il governo Berlusconi è così attento alla comunicazione, ma poi commette anche degli errori». Il problema di fondo, tuttavia, non cambia perché, per Cofferati, il «patto scellerato» esiste. E’ soltanto una questione di tempo: «La firma di quello che presentano come il nuovo grande patto sociale ci sarà probabilmente il 2 luglio». Per quella data dovrebbero essere chiusi anche gli altri «tavoli». Ma sull’articolo 18, naturalmente, la Cgil non firmerà. Anzi, quando il governo trasformerà l’accordo in un disegno di legge, proclamerà un altro sciopero generale: «faremo di tutto per impedire questo patto scellerato». E un messaggio esplicito Sergio Cofferati lo lancia anche ai partiti del centrosinistra che già si sono divisi sull’opportunità di trattare sull’articolo 18: «In Parlamento tutti dovranno finalmente prendere posizione. Noi l’abbiamo già presa». Il segretario della Cgil giudica poi «grave» anche l’approvazione nella commissione lavoro del Senato della delega sul mercato del lavoro: «Vorrei sapere di che cosa hanno trattato Cisl e Uil. Si concentrano sull’articolo 18 e, intanto, passano provvedimenti che snaturano tutto». Anche qui la critica di Cofferati è pesante: «Vogliono arrivare a un sindacato parastatale». Lo snaturamento del sindacato, secondo il segretario della Cgil, discende dalla proposta di creare nuovi «enti bilaterali» – in cui sono rappresentati sindacati e organizzazioni degli imprenditori – per «delegargli compiti che non sono propri di queste strutture, come nel caso della riemersione dal lavoro nero o del collocamento». Il problema, dice Cofferati, è almeno duplice: da una parte, ci sarà una forma di «finanziamento pubblico a imprenditori e sindacati», dall’altra ci sarà «una pressione indiretta, ma forte, sui lavoratori» ad aderire a questi organismi. Il risultato: «La libertà di associazione dove va a finire? E’ uno snaturamento davvero inaccettabile, in Italia come in Europa, al quale la Cgil si opporrà. E spero che lo faranno anche molti commentatori liberali». Cofferati insiste sul parallelo Italia-Europa anche per dire che «la destra vuole lanciare un modello di competizione basato sulla distruzione del sistema dei diritti e delle tutele». Ma questo è «contro gli obiettivi fissati nel vertice di Lisbona». Per il segretario della Cgil, che marcia al fianco del leader delle Comisiones obreras, José Maria Fidalgo, anche lo sciopero dei sindacati spagnoli è una risposta a questa strategia. E il segretario della Confederazione europea dei sindacati, Emilio Gabaglio, avverte che potrebbe essere dichiarato anche il primo «sciopero europeo» se, proprio dal vertice di Siviglia che comincia oggi, dovesse uscire una linea di «flessibilità selvaggia».