Cofferati e i Ds, sfida sul «ring» delle feste dell’Unità

29/07/2002

29 luglio 2002



Cofferati e i Ds, sfida sul «ring» delle feste dell’Unità

Un successo quando partecipa, ma crescono le polemiche. Cossutta: è il più adatto per guidare la federazione delle sinistre

      ROMA – E due. Le feste dell’Unità stanno diventando un problema per il vertice Ds, per la maggioranza guidata da Massimo D’Alema e Piero Fassino. La settimana scorsa, a Napoli, c’è stata la contestazione a Livia Turco sedata da un intervento di Cofferati. L’altro ieri è stata la volta della festa romana con la distribuzione del questionario di Aprile, l’associazione del Correntone, sul leader della sinistra. Risultato: 58 per cento a Cofferati, 11 a D’Alema e 5 a Fassino. Il segretario della Quercia l’ha presa molto male: «Sono stato eletto da un congresso dove mi hanno votato 140 mila iscritti su 230 mila». E l’opposizione diessina ha cercato di gettare acqua sul fuoco. Vincenzo Vita, portavoce del Correntone, giudica «eccessivo il peso dato a un’iniziativa non particolarmente felice e a un questionario senza valore. Comunque, Cofferati è una risorsa per tutti, non un problema». Anche Cesare Salvi considera inopportuna l’iniziativa di Aprile. «Le logiche leaderistiche – dice – non mi hanno mai convinto. Bisogna riconvocare l’assemblea congressuale che ha eletto Fassino a Pesaro per avviare un confronto politico vero. E’ passato un anno e da allora sono successe tante cose». Ma Cossutta rilancia: Cofferati è un leader universalmente riconosciuto, il più adatto per guidare la federazione delle sinistre.
      Le feste dell’Unità andranno avanti per tutta l’estate e non è detto che non ci scappino altri incidenti. Da un mese a questa parte, appena arriva il Cinese, le platee si riempiono d’incanto come non accadeva da anni. E’ già successo a Empoli, a Firenze, a San Giovanni in Persiceto. A Foligno lo hanno ascoltato sotto la pioggia. A Carpi sono accorsi in diecimila.
      Adesso l’incubo del Botteghino è la festa nazionale dell’Unità che si svolgerà a Modena dal 29 agosto al 23 settembre). Il presidente parlerà verso la fine. Il segretario farà il discorso di chiusura. Al Cinese è stato riservato l’ultimo giorno di agosto, sabato 31. Una data – sostengono i maligni – che sembra fatta apposta per contenere l’afflusso ed evitare un imbarazzante confronto a distanza con i «compagni» che, a vacanze ormai archiviate, accorreranno per ascoltare Fassino e D’Alema.
      Gli organizzatori negano: «C’erano varie opzioni, la data non è stata né imposta né richiesta. E’ stata semplicemente concordata con il segretario della Cgil». Comunque Cofferati sarebbe stufo di tutte queste polemiche: «Se hanno tanti problemi – gli hanno sentito dire – posso anche non andare alle feste dell’Unità. Basta che me lo chiedano».
      Marco Rizzo, capogruppo dei comunisti italiani a Montecitorio lo difende «da sempre». «E’ una risorsa per la sinistra, un leader autentico. Da segretario della Cgil, ha fatto quello che la politica non è riuscita a fare: con la battaglia sull’articolo 18 ha messo insieme un fronte ampio d’opposizione che va da Di Pietro a Rifondazione».
      Per Gianfranco Pasquino, politologo ed ex parlamentare della Quercia, non c’è dubbio: Cofferati ha vinto la battaglia della popolarità su D’Alema. Un «effetto valanga» determinato dal fatto che «da mesi è sulle prime pagine di tutti i giornali». Quanto alla sostanza della sua proposta politica, aggiunge il professore, «non capisco bene dove voglia andare a parare, so solo che si può vincere in popolarità ma perdere tutte le elezioni. Cofferati non si confronta. Fa monologhi, comizi. Perfino in Cgil ha evitato qualsiasi dibattito».
Felice Saulino