Cofferati: D’Amato spara sul “doppio contratto”

14/03/2001

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Cofferati: D’Amato spara
sul "doppio contratto"

VITTORIA SIVO


roma – Il recente scontro sui contratti a termine è stato solo l’anticipo di un conflitto di portata più ampia; il «vero obiettivo» degli industriali è la messa in discussione del doppio livello contrattuale, «con lo svuotamento sostanziale del contratto nazionale». Contro la Confindustria, Sergio Cofferati torna alla carica, convinto che il vero bersaglio di Antonio D’Amato sia l’attuale modello basato sui due livelli (nazionale e integrativo): «Lo ha detto l’altro giorno l’amministratore delegato della Fiat, Cantarella e adesso lo ha confermato il consigliere di Confindustria per le relazioni industriali, Guidalberto Guidi».
Fondati o no, i sospetti del segretario generale della Cgil trovano per ora riscontri limitati. Ieri lo stesso Guidi, pur giudicando «valido e molto sentito» il discorso di Cantarella sul «no» al doppio livello contrattuale, ha detto che le soluzioni «possono essere tante» e che il problema «non è tanto il numero dei livelli quanto quello di non avere sovrapposizioni». Sempre ieri al convegno organizzato dall’Unione industriali di Roma – pubblico da grandi occasioni e vasta presenza di politici compresi i due sfidanti per la poltrona di sindaco Veltroni e Tajani – il tentativo dei padroni di casa è stato semmai quello di smorzare le polemiche verso il sindacato. Da parte del presidente degli industriali romani Giancarlo Elia Valori c’è stato addirittura un appello affinchè Confindustria e sindacati «abbandonino ogni logica conflittuale» e lavorino insieme in nome dell’interesse comune, perché solo in una logica di collaborazione «sarà possibile affrontare le sfide» imposte dalla new economy. In questa ottica valori ritiene giunto il momento di «riconsiderare il modello di organizzazione del mondo del lavoro, delineato dall’art.39 della Costituzione, se è vero che sono venute meno le motivazioni politiche e ideologiche che indussero nell’immediato dopoguerra le parti sociali a rigettare tale modello in nome di una settaria conflittualità».
«Nessuno scontro con il sindacato. La trattativa sta andando avanti» ha voluto sdrammatizzare anche il leader di Confindustria Antonio D’Amato a proposito del negoxiato sui contratti a termine: A pochi giorni dal mega-convegno che gli industriali terranno a Parma venerdì e sabato prossimi era del resto improbabile un anticipo delle proposte sulla competitività (e conseguenti polemiche) che verranno presentate in quella sede. D’Amato aspetta «con ansia che questa tornata elettorale finisca e che si apra un confronto serio e non inquinato dalle polemiche partitiche». Una condizione indiapensabile per fare concertazione è che ci sia « un governo forte».
Molto critico verso i sindacati il presidente della Telecom Roberto Colaninno: «Siamo passati dalla catena di montaggio ad una organizzazione del lavoro del tutto nuova, ma il sindacato non sa percepire questi cambiamenti, ha paura dell’innovazione». E Giulio Tremonti, ministro del Tesoro in pectore del governo Berlusconi, definisce «reazionario, perché distrugge ricchezza» chi oggi pretende di conservare le forme giuridiche vincolistiche del passato per una economia totalmente cambiata.