Cofferati-D’Alema, sfida all’ultima parola

15/11/2001






Bassolino, infuriato perché i fassiniani non riconoscono i risultati delle assise campane, minaccia di non andare a Pesaro

Cofferati-D’Alema, sfida all’ultima parola

Prima grana per il congresso ds che si apre domani: ognuno vuole parlare dopo l’altro

ROMA – Pierluigi Bersani tenta di gettare il cuore oltre l’ostacolo e, prima ancora del congresso dei Ds, guarda al dopo: saremo pronti a guidare l’Ulivo, annuncia a Radio Radicale il numero due di Fassino. Ma le assise di Pesaro non saranno un passaggio indolore. Almeno a guardare le fibrillazioni della vigilia. Tanto per cominciare è scontato il duello tra Massimo D’Alema e Sergio Cofferati, che, avendo scelto di stare dietro le quinte durante questi mesi, si sono di fatto dati appuntamento al congresso, che comincia domani. Già prima che inizi la sfida, la battaglia si svolge sulle procedure: i due leader stanno litigando per ottenere di parlare dopo l’avversario. Si ricorda bene Sergio Cofferati il congresso di Roma, prima edizione del duello con D’Alema, e non vuole ripetere lo stesso copione. Per questo aveva chiesto di parlare sabato pomeriggio, qualche ora dopo l’intervento di D’Alema. Il presidente dei Ds ha detto no: a Cofferati è stato proposto allora di intervenire sabato mattina, subito dopo Giovanni Berlinguer, ma prima di D’Alema. Ma il leader della Cgil ha ribadito la propria disponibilità per sabato pomeriggio o, tutt’al più, domenica mattina. Per ora non ha avuto risposta, ma certo è difficile che Fassino possa consentire a Cofferati di parlare domenica: sarebbe un duro colpo di immagine, nel giorno conclusivo del congresso, in cui deve lanciare insieme a Giuliano Amato la costituente del nuovo partito del socialismo e dei riformisti, avere il controcanto del leader della Cgil. Se ne parlerà ancora oggi. Intanto però per Fassino, che si sta sforzando di mantenere il livello dello scontro interno il più basso possibile per dare spazio al suo tentativo di rilancio del partito e del riformismo, si è aperto un nuovo fronte di polemica: Antonio Bassolino, governatore della Campania e uomo forte del correntone di Berlinguer, è a dir poco inferocito per come sono andate le cose al congresso campano. E’ l’unica regione in cui ha vinto il correntone e i fassiniani che sono minoranza hanno disertato le assise regionali, non riconoscendo il risultato. Un affronto che Bassolino non accetta. L’altra sera ha chiesto che Berlinguer e compagni sostenessero la sua richiesta di chiarimenti a Fassino (e così ha fatto Folena ieri mattina nella riunione dei reggenti), arrivando anche a minacciare di non partecipare al congresso di Pesaro. Solo oggi scioglierà la sua riserva. G. Fre.


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