Cofferati da solo verso lo sciopero cinque giorni per evitare la rottura

21/02/2002

Pagina 5 – Economia
Nuova frattura nel sindacato: luned� prossimo l�appuntamento con le segreterie di Cgil, Cisl e Uil
Cofferati da solo verso lo sciopero cinque giorni per evitare la rottura
          Angeletti per un work day. Pezzotta: "Sugli obiettivi c�� accordo"
          Il leader sindacale: "Un complesso articolato di iniziative"


          ROMA – Cinque giorni per evitare la rottura sindacale. � questo, sostanzialmente, il tempo che si sono date Cgil, Cisl e Uil dopo aver risposto in ordine sparso alla proposta del governo di demandare nuovamente alle parti sociali la discussione sulle deleghe relative a lavoro e previdenza. L�incontro tra le tre segreterie, che nei programmi avrebbe dovuto svolgersi ieri, dopo il vertice a Palazzo Chigi, � stato infatto aggiornato a luned� prossimo. Oggi i segretari generali di Cisl e Uil, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, consulteranno i rispettivi organismi dirigenti e domani daranno la loro risposta al governo, che dovrebbe comunque essere positiva. La Cgil, invece, riunir� il suo direttivo e predisporr� un percorso di mobilitazione sul quale potrebbe incamminarsi, perlomeno nella parte finale, in perfetta solitudine. Il rischio che la Cgil prenda una strada e vada dritta allo sciopero generale, mentre Cisl e Uil ne imbocchino un�altra, limitandosi a un �work-day� gi� fissato per il 16 marzo, � infatti altissimo.
          Il leader della Cgil, Sergio Cofferati, ieri sera non ha nascosto il suo disappunto: �Di fronte alla indisponibilit� del governo di stralciare l�articolo 18 abbiamo deciso di non aderire alla proposta avanzata stasera, per cui la Cgil non parteciper� ad alcuna discussione�. La posizione della pi� grande confederazione � chiara: �La Cgil non � disponibile a discutere di arbitrati e di modifiche all�articolo 18, che introducono la possibilit� di dare il via a licenziamenti discriminatori, n� con il governo, n� con gli imprenditori�. A maggior ragione, dice Cofferati, se �il disegno di legge delega rimane integro e c�� solo un rallentamento dell�iter parlamentare�, come ha detto il governo.
          Se per la Cgil la proposta del governo Berlusconi � totalmente insufficiente, Cisl e Uil invece sono disponibili, come si dice nel poker, ad �andare a vedere�. Fermo restando, per�, che non intendono discutere dell�articolo 18. E qui si pone il problema: Cisl e Uil si fidano del governo e degli imprenditori? Non temono che al tavolo della trattativa ci possa essere spazio per uno scambio sull�articolo 18? Come possono esserne certe? Hanno ricevuto informazioni e rassicurazioni che la Cgil non ha? Oppure nei loro incontri segreti, il vicepremier Gianfranco Fini ha fatto promesse al leader della Cisl, Pezzotta, che poi potrebbe anche non mantenere?
          Pezzotta ieri sera ha tentato di spiegare che �non c�� una rottura tra i sindacati, ma soltanto �valutazioni diverse: sugli obiettivi siamo d�accordo�. Ed ha esplicitato in questo modo la posizione della sua confederazione: �Rimane ferma tutta la contrariet� della Cisl alla modifica dell�articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma non ci sottraiamo al confronto sulle altre parti della delega sul lavoro�. Analoga la presa di posizione del leader della Uil, Angeletti, che tuttavia chiede tempo: �Prima di dare una risposta definitiva, vogliamo consultare gli altri componenti della segreteria: oggi all�incontro c�eravamo solo io e Pirani�.

          Nel frattempo, la Uil si fa promotrice di due iniziative. � sua la proposta di organizzare per il prossimo 16 marzo una giornata del lavoro in tutti i collegi elettorali per sensibilizzare i parlamentari e l�opinione pubblica, ma soprattutto � suo l�invito a Cgil e Cisl di vedersi nuovamente luned� prossimo. Soltanto in quell�occasione si sapr� dunque se la spaccatura tra le tre confederazioni sindacale � reale, come tutto oggi sembra indicare, oppure semplicemente tattica e, dunque, recuperabile.
          (r.d.g.)