Cofferati: «Così lo scontro sociale diventa inevitabile»

13/03/2002





Cofferati: «Così lo scontro sociale diventa inevitabile»
ROMA – «Il Governo va alla ricerca dello scontro sociale. Questo è evidente se conferma, come ho sentito, i suoi provvedimenti in materia di mercato del lavoro e di articolo 18». E ancora: «Se il Governo conferma le sue intenzioni troverà il sindacato sulla sua strada, e in particolare la Cgil». Non usa giri di parole, Sergio Cofferati. Dal Veneto, dove ieri ha illustrato ai delegati le ragioni della manifestazione del 23 marzo a Roma e dello sciopero generale del 5 aprile, il leader della Cgil ha lanciato chiaro il suo messaggio: «Se verranno confermati anche i provvedimenti su pensioni, scuola e Sud si finirà per avere una rottura sociale pesantissima della quale il Governo è il diretto responsabile». Un Governo, aggiunge Cofferati, che ha «un’aperta ostilità verso l’Europa sociale» e che «pratica politiche neoliberiste attenuate qualche volta con populismo d’accatto». Quanto alla presunta incapacità del Governo di comunicare ai cittadini gli effetti positivi che potrebbe avere sul mercato del lavoro una riforma dell’articolo 18, incapacità lamentata nei giorni scorsi dal ministro del Welfare Roberto Maroni, Cofferati non ha dubbi: «La cosa è davvero singolare da parte di chi ha sei reti televisive e una parte dei giornali – ha detto -. Non sono nemmeno stati sfiorati dal dubbio che forse gli italiani hanno capito bene quali sono le loro intenzioni e per questo sono solidali con gli obiettivi del sindacato». E a chi gli rimprovera di aver forzato sullo sciopero generale mettendo in crisi l’unità sindacale, Cofferati risponde così: «Con la nostra scelta non abbiamo affatto messo in soffitta l’unità sindacale: per noi rimane un obiettivo importantissimo e il nostro lavoro quotidiano». Di conflitto sociale ha parlato ieri anche il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. Con toni non dissimili da quelli di Cofferati: «Se il Governo confermasse le modifiche all’articolo 18 si renderebbe responsabile di una lunga stagione di conflitto sociale». «Abbiamo chiesto al Governo – ha precisato – di togliere dalla delega le modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e di avviare una discussione sui temi veri del mercato del lavoro per il rilancio dell’occupazione e per lo sviluppo. Il Governo, invece, sembra deciso a provocare un conflitto che rischia di prolungarsi ben oltre la fase delle iniziative già programmate per i prossimi giorni». E ancora: «Il Governo è giunto a un bivio: deve scegliere se governare con la Confindustria o con la maggioranza dei cittadini».

Mercoledí 13 Marzo 2002