Cofferati contro Epifani

19/01/2007
    giovedì 18 gennaio 2007

    Pagina 12- Politica

      il caso

        I due ultimi leader della Cgil non si parlano più

          Cofferati contro Epifani
          “Ha dimenticato tutto”

            «Per avere
            conti in equilibrio
            è sufficiente
            applicare la Dini»

              Roberto Giovannini

              G uglielmo contro Sergio. Sergio contro Guglielmo. «No comment», dice Guglielmo, che però chiarisce che tra i due «non c’è una frequentazione intensa». «A quelli della Cgil ho insegnato molto – annota Sergio – il guaio è che poi hanno dimenticato tutto».

                I due ultimi segretari generali della Cgil sono ai ferri corti, e la ferita stavolta sarà difficile da rimarginare. Martedì, a Bologna, era stato Guglielmo Epifani a pungere il Predecessore con un colpo di fioretto, spiegando che «il sindacato non può non reagire» di fronte agli aumenti dell’addizionale Irpef decisi dai Comuni emiliano-romagnoli.

                  Ieri il Sindaco Sergio Cofferati non è certo andato leggero sul suo Successore. «Capisco le difficoltà dei sindacati confederali nazionali – ha detto il Cinese – sono partiti da un giudizio positivo ed enfatico della legge finanziaria, tanto da accreditare l’idea che fosse scritta “a quattro mani”, poi hanno dovuto dichiarare sciopero per una parte dei dipendenti pubblici contro la stessa finanziaria, si sono trovati davanti le reazioni di tutte le altre categorie economiche; poi hanno avuto le difficoltà che conosciamo, a Mirafiori».

                    Tradotto: Epifani ha sbagliato tutto, o quasi. E si è pure fatto fischiare dagli operai, pur di difendere la Finanziaria.

                      «Sergio, lo conosco bene – racconta un sindacalista vicino ai due, forzosamente anonimo («Voglio vivere!», dice) – difficilmente questa ferita si rimarginerà. Guglielmo? Se glielo chiedi, lui ti risponderà: “Quale ferita? Non è successo niente”. Ma non gli credere. È proprio arrabbiato». Tutta colpa, in apparenza, di una polemica «locale»: in questi giorni la Cgil bolognese ha duramente criticato la decisione del Sindaco Cofferati di alzare dello 0,3 per cento l’addizionale comunale Irpef.

                        Cofferati se l’è presa: primo, perché anche la Regione Emilia-Romagna ha ritoccato la sua addizionale, ma il sindacato: zitto, chissà perché. Il Cinese è però andato in bestia soprattutto perché a suo tempo (facendo anche un bel fracasso, insieme agli altri sindaci) aveva avvertito che la Finanziaria alleggeriva l’Irpef tagliando i fondi dei Comuni.

                          E siccome il bilancio è già stretto, non c’era altro da fare se non aumentare le tasse locali. «Io l’avevo detto che finiva così – sibila il Sindaco – adesso è inutile che vengano a rompere…».

                            Il problema – replicano piccati in casa Cgil – è che Cofferati il suo attacco alla Finanziaria (galeotta fu un’intervista al «Corsera» del 5 ottobre 2006) pensò bene di condirlo con puntute (quanto indirette) critiche all’azione di Epifani, accusato di sostenere una Finanziaria mal concepita, di avallare sgravi per lavoratori e imprese che sarebbero stati rimangiati dalle tasse locali, di accettare persino un aumento dei contributi previdenziali.

                              «Ma noi – rispondono da Bologna – parlavamo della Finanziaria, non abbiamo mai detto una parola sulla Cgil. E adesso siamo ripagati così… questa di adesso è la vendetta di Guglielmo. E Sergio, se attaccato, risponde». «Vendetta? Guglielmo – replica Roma – ha solo risposto, e tenendosi sul vago, a una domanda dei cronisti.

                                Certo è che quell’intervista di Sergio non fu per niente amichevole. Epifani non gradì, certamente».

                                  Ricucire, ora, sarà difficile. Silenziosa ira dal «freddo» Epifani, irritazione «calda» dal bollente Cofferati. Anche perché il duello – sia pure in codice e sotto traccia – non parte dallo scorso ottobre, ma ha radici lontane.

                                    Poche settimane dopo il cambio di mano a Corso d’Italia, a cavallo tra il 2002 e il 2003, il nuovo segretario generale Epifani matura due decisioni politiche «pesanti». Decisioni non gradite a Sergio, che in quella stagione duellava con Fassino, Rutelli e D’Alema. Primo, fu siglata la pace tra la Cgil e i Ds. Secondo, la Cgil si mise a dialogare con Fausto Bertinotti. Dialogo che portò la Cgil a sostenere il referendum sull’articolo 18, quesito concepito (secondo Cofferati) esclusivamente per ostacolarlo.

                                      Sergio non andò a votare. Un’astensione che per molti dei suoi amici di allora mise fine alla carriera politica «grande» del Cinese.

                                        Fatto sta che Cofferati (mantenendo in pubblico estremo riserbo) spesso ha fatto capire di non apprezzare le scelte politiche della Cgil di Epifani. Ostilità ricambiata con secchiate di gelo da Guglielmo.