Cofferati “chiama” l´opposizione

05/07/2002


 
VENERDÌ, 05 LUGLIO 2002
 
Pagina 11 – Interni
 
Lettera del leader sindacale a Ulivo e Prc per un confronto. Il presidente Ds: accordo separato sull´articolo 18? Non è un dramma
 
Cofferati "chiama" l´opposizione
 
D´Alema: sono amareggiato per la polemica sulla Cgil
 
 
 
 
UMBERTO ROSSO

ROMA – Cofferati "rimette" insieme tutto il centrosinistra, dall´Ulivo a Rifondazione, passando per Di Pietro. Il segretario della Cgil spedisce una lettera ai leader dell´opposizione, sollecitando un incontro urgente sulle scelte del governo, e a strettissimo giro ottiene disco verde al colloquio. Rutelli dice di sì a Cofferati per telefono, Fassino diffonde un comunicato, «è utile vederci al più presto». Bertinotti, entusiasta, ricorre al telegramma nel quale definisce le lotte sociali una «calamita positiva», e anche da Di Pietro piena disponibilità al confronto, «dopo sessanta secondi avevo già risposto alla richiesta di Cofferati». E dice di sì pure D´Alema, «mi pare che l´incontro sia necessario», anche se il presidente ds non figura fra i destinatari della lettera del Cinese, in freddo con il capo del suo partito dopo una difesa alla Camera che è sembrata tiepida alla Cgil. Polemiche che sconcertano D´Alema, ieri all´inaugurazione della prima sezione unica Ds-Pdci-Sdi nel quartiere Prati a Roma, «sono amareggiato perché non ho mai avuto alcuna difficoltà a citare Cofferati», e ricorda di averlo fatto anche mentre si trovava negli Stati Uniti, subito dopo lettere di Marco Biagi. Difende, il presidente ds, l´articolo 18 anche se tutto sommato riguarda «una minoranza» di lavoratori e un accordo separato sarebbe grave ma non tuttavia una «rottura irreparabile». Però il correntone ds insiste nella polemica, «non voglio personalizzare ma non era mai successo che non vi fosse una posizione combattiva a fianco della Cgil» sostiene Giovanni Berlinguer, chiedendo a Fassino una riunione del direttivo del partito.
Una lettera di poche righe quella che martedì pomeriggio, mentre alla Camera infuriava la bagarre con Berlusconi, Cofferati ha fatto recapitare ai leader dell´opposizione. Dice: «Cari amici e compagni, di fronte all´evolversi della situazione sociale economica e politica del Paese, e in relazione alle preoccupazioni crescenti legate alle scelte del governo, riteniamo utile potervi esporre il punto di vista della Cgil». Il giro di colloqui dovrebbe scattare a partire da lunedì prossimo: prima l´Ulivo, poi il Prc e quindi Di Pietro (l´ex pm è però in partenza con una delegazione europea per la Mongolia), anche se è possibile un incontro collegiale di Cofferati con tutta l´opposizione riunificata per l´occasione. Che cosa chiede il Cinese al centrosinistra? Al primo punto, c´è la firma separata di Cisl e Uil sull´articolo 18, che la Cgil dà ormai per scontata. Un via libera che, secondo Cofferati, non è solo ai licenziamenti facili ma una cambiale in bianco all´intera politica economica del governo Berlusconi. Il che si traduce in un cambio stesso di identità del sindacato, con l´unità Cgil-Cisl-Uil destinata ormai ad esplodere, piuttosto che circoscritta ad un singolo incidente di percorso. Scenario cupo che il Cinese esporrà ai suoi interlocutori politici, con sullo sfondo gli attacchi di Berlusconi al capo della Cgil. Ma anche le polemiche fra un pezzo dell´Ulivo e il Cinese. Nel mirino del leader sindacale c´è soprattutto D´Alema, che ieri è tornato a parlare della mobilitazione per l´articolo 18. Una battaglia giusta, ribadisce il presidente ds, che aggiunge «non posso non pormi il problema di chi oggi non è dentro le regole di diritti e tutele». Però niente polemiche, il governo è in vera difficoltà ma la sinistra è capace di farsi male da sola anche nei giorni di festa. Noi, ironizza D´Alema citando Terenzio, «siamo come "Heautontimorumenos", i punitori di se stessi».