Cofferati-Catilina bombarda le leadership

27/03/2003


          Giovedì 27 Marzo 2003

          IL CASO

          Cofferati-Catilina bombarda le leadership

          Un intervento sul suo sito a firma del senatore romano fa infuriare i Ds: «Mussolinismo puro»

          di MARIO AJELLO

          ROMA — A Catilina sono venuti gli occhi a mandorla da Cinese? L’avversario di Cicerone nel celebre processo – «Usque tandem, Catilina, abutere…» – è ritornato quaggiù dopo tanti secoli, per gridare che «nella sinistra italiana continua purtroppo a sopravvivere una classe dirigente» che mira soltanto «a una riconquista personale del potere»? Lui proprio lui, il congiurato più famoso della storia romana, ha deciso di reincarnarsi nell’ex segretario della Cgil, per dire ai leader dell’Ulivo e dei Ds che sono «oligarchici» e «autoreferenziali» e «sono votati al tramonto definitivo di se stessi e dei propri partiti»?
          «Ma no – rassicura tutti Pierluigi Bersani, dirigente dalemiano della Quercia – l’intervento firmato Catilina sul sito internet di Cofferati non è opera di pugno di Cofferati». Caldarola, altro dalemiano, commenta le parole di Catilina in maniera più spietata: «Siamo proprio su un terreno eversivo. Al mussolinismo puro». Insomma, nell’intervento scomparso sul fondazionedivittorio.it. si invitano Rutelli, D’Alema e tutti gli altri a sparire dalla scena. Quasi che Catilina, o Cofferati o magari il suo portavoce Gibelli o chiunque avesse vergato queste righe web, volesse riattualizzare il vecchio urlo di Nanni Moretti a piazza Navona: «Con questi leader del centro-sinistra non vinceremo per altri vent’anni!». Alla Fondazione Di Vittorio dicono che lo spazio in cui è apparsa la requisitoria di Catilina ospita interventi esterni e dunque il Cinese non c’entra.
          Però: Catilina non si chiamava Sergio (anzi Lucio Sergio) anche lui? Questo Catilina, che è lo stesso Catilina il quale difende sul medesimo sito Epifani attaccato da tutti per il «nè-nè» («Non sto nè con Bush nè con Saddam»), scrive che «il re è nudo». E quando il re, ossia i dirigenti ulivisti, «capisce di essere nudo e solo, esce di scena. Quando ha perduto anche la dignità della comprensione generale, occorre accompagnarlo all’uscita». La replica dei Ds è un bollettino di guerra: questo discorso «è sconcertante», trasuda «disperezzo verso la democrazia», «colpisce un gruppo dirigente non confrontandosi con le sue idee ma sul piano della sua presunta immoralità». Poi: «E’ inaccettabile che il sito internet del sindacato sia utilizzato per inaccettabili aggressioni a un partito nel quale si riconoscono milioni di lavoratori».
          La storia antica racconta che Lucio Sergio Catilina nel 62 avanti Cristo si presentò alle elezioni consolari con un programma molto radicale e incontrò l’opposizione dell’oligarchia senatoria. Per sbaragliarla, organizzò la famosa congiura. Che adesso potrebbe avere gli occhi a mandorla.