Cofferati cambia la Cgil lombarda

26/05/2001

Corriere della Sera

Sabato 26 Maggio 2001




Cronaca di Milano
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Dopo un «dibattito intenso», nuova linea per contrastare Berlusconi e Formigoni

Cofferati cambia la Cgil lombarda


Finisce la lotta interna: fuori Agostinelli, si cerca un altro segretario

      Cambio al vertice della Cgil lombarda. Presente Sergio Cofferati, il direttivo della confederazione maggiore ha deciso il rinnovamento del gruppo dirigente. Una rivoluzione che parte dalla testa: il segretario generale Mario Agostinelli lascerà la carica per entrare a far parte di un inedito «segretariato» per i rapporti con gli altri sindacati europei. Dopo il lungo travaglio («dibattito intenso» è stato definito nel comunicato stampa) che ha visto su fronti opposti Agostinelli, esponente della sinistra interna del sindacato, e lo stesso Cofferati, ieri è arrivata la svolta. Anche se l’epilogo vero – una nuova segreteria – deve ancora arrivare. Per il momento, sono stati nominati alcuni «saggi», tra cui lo stesso Agostinelli e un esponente del nazionale, che dovranno formulare la proposta definitiva. Fino ad allora, il segretario resta. E si dice soddisfatto: «È stata valorizzata – dice Agostinelli – l’autonomia della Cgil lombarda come patrimonio nazionale e si sono create le condizioni per salvaguardare il pluralismo e l’unità della struttura più rilevante della Cgil». Insomma, dice il segretario uscente, «questo non è un commissariamento». E anche il «segretariato», che per il momento è ancora sulla carta, «risponde ad uno degli obiettivi strategici che il sindacato si è dato».
      Ma la scelta del successore di Agostinelli si presenta tutt’altro che semplice. Non soltanto perché i circa 800 mila iscritti fanno della Lombardia la roccaforte della Cgil.
      Soprattutto, qui c’è la prima linea. E la sfida passa attraverso fronti diversi: la terziarizzazione del lavoro è tra le più spinte in Italia, e le nuove professioni – quelle a cui è più difficile dare rappresentanza sindacale – sono una realtà in vertiginoso aumento. In generale, oltre sette contratti su dieci sono della categoria atipici: soprattutto a termine.
      E poi, questa è la Regione del governatore per eccellenza, Roberto Formigoni, a cui il sindacato vorrebbe fornire adeguato contraltare. E la Lombardia è anche l’incubatrice del vento liberista che s’incarna nell’asse tra Berlusconi e il capo degli industriali Antonio D’Amato. Per finire, la stessa nuova legge costituzionale sul federalismo non mancherà di dispiegare i suoi effetti anche sul mondo del lavoro. Infine, c’è da tenere conto degli equilibri politici interni al sindacato.
      E dunque, la scelta del nuovo segretario dovrà essere ponderata. Anzi, in Cgil si è aperto da tempo il dibattito su «interni» ed «esterni». E cioè: sarà meglio un lombardo, ben addentro ai meccanismi locali, oppure una personalità che ha già svolto un tirocinio nazionale che la metta in condizione di affrontare le sfide? Fino a qualche tempo fa, nella chiave di trovare un numero uno esterno, correva il nome di Walter Cerfeda, della segreteria nazionale. Ma la discussione è ancora apertissima.
Marco Cremonesi


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