Cofferati boccia il contratto di soggiorno

09/07/2001


La Stampa web





ECONOMIA   Domenica 08 Luglio 2001

Ancora polemiche fra i metalmeccanici. Cisl e Uil contro il referendum proposto da Sabattini
Cofferati boccia il contratto di soggiorno

Raffaello Masci

ROMA Il contratto di soggiorno, così come è stato prospettato dal ministro Maroni, «è un ulteriore elemento di emarginazione per il lavoratore immigrato» e «la legge Turco-Napolitano sui flussi non ha alcun bisogno di essere modificata». Quanto alla prospettiva di una nuova norma per l’emersione del lavoro nero, «si tratta di una formula che in sostanza premia quelle aziende che hanno avuto un comportamento difforme». Lo ha detto il leader della Cgil Sergio Cofferati di fronte all’assemblea dei lavoratori immigrati. Le politiche sociali del governo e quelle della Cgil divergono totalmente e non consentono di prefigurare una stagione di serena concertazione. Anche lo sciopero di due giorni fa dei metalmeccanici della Fiom-Cgil ha ribadito questa cesura, con l’aggravante di una spaccatura all’interno di quella che una volta si chiamava la «triplice sindacale». Nella stessa assemblea degli immigrati, ieri il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi ha detto che il «contratto di soggiorno non è l’unica forma contrattuale, né deve essere considerato al di fuori dei diritti del lavoratore. Non bisogna pensare a una pistola puntata, significa piuttosto dare un percorso più certo al lavoratore immigrato». La tesi rassicurante (e più morbida rispetto alla prima formulazione del ministro Maroni) non ha convinto Cofferati che ha prontamente replicato: «Non avverto nessuna esigenza di modifica strutturale nella normativa sui flussi (Turco/Napolitano) ma il contratto di soggiorno, come è stato prospettato, è un ulteriore elemento di separazione e marginalizzazione. Bastava recepire secondo me, la direttiva comunitaria in materia di contratti a termine e mantenere le clausole inserendo quelle di contratto di soggiorno». Quanto al provvedimento del governo sul sommerso, «non so quali siano i contenuti – ha detto Cofferati – ma l’idea che ho potuto farmi, se fossero confermate le anticipazioni, non è positiva. Ci troviamo infatti davanti a un provvedimento che crea una situazione di vantaggio solo per le imprese che hanno tenuto fin’ora comportamento difformi e negativi, mentre amplierà ulteriormente le differenze con la parte più debole, i lavoratori». Al governo invece la Cgil chiederà innanzitutto di realizzare un mercato dei «diritti uniformi». «Non è più ammissibile un doppio mercato – ha spiegato Cofferati riferendosi in particolar modo al problema della manodopera immigrata -. Non è più ammissibile che ci siano condizioni diverse per persone nate qui o lì, che ci siano differenze tra quelli che sono occupati e quelli che lo saranno in futuro». Su questo dissidio si innestano anche le polemiche sullo sciopero che venerdì scorso i lavoratori metalmeccanici della Fiom hanno effettuato contro il contratto siglato dalle altre federazioni con Federmeccanica. Cofferati ha ribadito che non si tratta di un gesto di ostilità nei confronti degli altri sindacati, ma Cisl e Uil sembra che invece lo vivano con tutt’altro spirito. Peraltro, il segretario della Fiom Claudio Sabattini ha annunciato che si appresta a raccogliere le firme per promuovere un referendum sul contratto, passando quindi da una possibilità di dialogo a un atto di forza. Fim e Uilm considerano non percorribile questa ipotesi ma, è certo, la vivrebbero come una sfida fatale: chi perde, perde definitivamente.

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