Cofferati avverte Berlusconi «Pronti allo sciopero generale»

07/02/2002
La Stampa web





(Del 7/2/2002 Sezione: Economia Pag. 3)
Cofferati avverte Berlusconi �Pronti allo sciopero generale�
Niente �effetto disgelo� al congresso Cgil, ma accuse a governo, imprese e Bankitalia �L�esecutivo lede importanti pratiche della democrazia�. Fredda la reazione di Cisl e Uil

inviato a RIMINI

Nessuna deviazione. Nessuna concessione. Nessuna apertura. E in pi� – per la prima volta con tanta chiarezza e determinazione – la minaccia dello sciopero generale. Sergio Cofferati tiene la barra inchiodata sulla rotta stabilita. Accolto dalla platea di migliaia di delegati ed ospiti presenti nel Palacongressi con una vera e propria ovazione, nella sua ultima relazione introduttiva a un congresso confederale in qualit� di segretario generale, il leader della Cgil non offre alcuno spiraglio a chi – nel governo o nel sindacato – sperava in un �effetto disgelo� dopo la firma dell’intesa sul pubblico impiego. Una relazione relativamente breve (36 cartelle, un’ora e venti in tutto), in cui Cofferati ha confermato punto per punto tutte le sue drastiche e radicali critiche all’operato del governo Berlusconi. Un governo palesemente schiavo di Confindustria e bocciato su tutta la linea di politica economica e sociale, che mira con ogni evidenza a distruggere il sistema delle tutele e dei diritti. Per il segretario, con le quattro deleghe richieste (scuola, lavoro, fisco e pensioni) il governo �esautora la discussione parlamentare, svuota il negoziato sociale� e genera �una pericolosa lesione di importanti pratiche della nostra democrazia sostanziale�. In particolare, per Cofferati �la delega sul lavoro archivia non solo la concertazione, ma punta a stravolgere l’intero diritto del lavoro�. Critiche mordaci anche alle posizioni �innovatrici� (ovvero dalemiane) della sinistra politica: una sinistra giudicata disattenta alle ragioni del lavoro, che non vede pi� come �radice profonda� le questioni che riguardano milioni di lavoratori. Una sinistra colpevole di non comprendere la novit� rappresentata dal movimento antiglobalizzazione, con cui invece il sindacato intende confrontarsi: a partire dalle differenze (ad esempio, la Cgil impone la pregiudiziale del rifiuto della non violenza), ma anche valorizzando ci� che unisce il movimento pi� �antico� e quello pi� �nuovo�. Ovvero, la critica radicale alla globalizzazione liberista, che produce povert� ed esclusione, ed il rifiuto della guerra. Come quella, inutile contro il terrorismo, condotta in Afghanistan. Molte bordate sono riservate al mondo delle imprese, che in larga parte sono ostili all’Europa come sono state ostili alla moneta unica. Bordate anche a un altro �euroscettico� eccellente, il governatore di Bankitalia Antonio Fazio, reo di �ignorare la realt� e sognare un boom economico che non esiste. �Il consolidamento della nostra economia – dice Cofferati – si allontana e lo sviluppo a tassi consistenti rischia di diventare una chimera della quale continuer� a parlarci il governatore della Banca d’Italia costretto a ignorare tutto, realt� compresa, per non rivedere le mirabolanti previsioni sul boom economico del prossimo futuro�. Il successo dell’accordo per i pubblici dipendenti, lascia intendere Cofferati, non ha a che fare con presunte ali �dialoganti� dell’Esecutivo: � piuttosto la dimostrazione dell’efficacia della mobilitazione sindacale di questi mesi. Un �buon accordo� cui il governo � stato �costretto con l’iniziativa e con la lotta�. La mobilitazione ora deve proseguire, e semmai salire ancora di tono e di durezza, fino a mettere in campo anche lo strumento dello sciopero generale unitario. �Siamo chiamati a definire insieme a Cisl e Uil un nuovo programma di mobilitazione, e sono convinto che in un quadro articolato di iniziative debba trovare collocazione anche lo sciopero generale�. E a proposito di unit� sindacale, vanno deluse le attese di chi scommetteva in una vera e propria proposta lanciata dalla tribuna del Congresso: c’� un invito a riprendere la discussione su un progetto unitario, ma nessuna proposta concreta accettabile per Cisl e Uil. Non c’� dubbio: Sergio Cofferati voleva lanciare da Rimini un messaggio di irriducibile determinazione nei confronti del governo. Un messaggio lanciato da una Cgil che si sente un esercito forte e compatto, che appare convinta di poter fronteggiare la situazione anche contro la potenza apparentemente superiore messa in campo dal centrodestra. Una guerra di trincea, difensiva, in cui naturalmente la fase di proposta e di elaborazione innovativa si riduce ai minimi termini. Di fronte a una sinistra politica che appare debole e in crisi di leadership, Cofferati non offre un progetto di ampio respiro: propone per� in modo esplicito di tornare alle �radici� della sinistra, il lavoro, la pace, i diritti, la difesa dello Stato Sociale e dei pi� deboli. Radici arricchite e innovate dall’incontro con le forze che si battono contro il liberismo. Suggestioni, queste, che suscitano ben poche emozioni negli �amici-rivali� di Cisl e Uil. Che pure hanno apprezzato poco un richiamo all’unit� giudicato privo di sostanza, e soprattutto avvertono un senso di disagio nei confronti della chiusura totale manifestata da Cofferati verso il governo, che non concede alcuno spazio a possibili mediazioni o soluzioni di dialogo con un Esecutivo che la Cgil vede globalmente ostile. Savino Pezzotta, il segretario generale della Cisl, non ha voluto commentare la relazione. Ma il suo scuotere sconsolato il capo nel momento in cui Cofferati (accolto da un lungo applauso) ipotizzava lo sciopero generale parlava chiaro. Anche Luigi Angeletti � apparso piuttosto perplesso, giungendo fino al punto di giudicare �poco motivate� alcune delle critiche al governo. E’ in vista una rottura dell’unit� di azione recentemente ritrovata da Cgil-Cisl-Uil? Oggi Pezzotta e Angeletti risponderanno dalla tribuna del congresso.

Roberto Giovannini


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