Cofferati apre sugli ammortizzatori “Prepensionamenti da abolire”

29/04/2002


 
Pagina 13 – Economia
 
Cofferati apre sugli ammortizzatori "Prepensionamenti da abolire"
 
Pezzotta: pronti a scioperare ancora. Lite Maroni-Alemanno
 
 
 
Il leader della Cgil: in Italia gli strumenti per la flessibilità già ci sono
Il ministro dell´Agricoltura: ora tocca a palazzo Chigi convocare le parti sociali
 
VITTORIA SIVO

ROMA – I prepensionamenti sono «da cancellare rapidamente», nell´ambito della riforma degli ammortizzatori sociali. Sergio Cofferati, segretario generale della Cgil, ribatte un tasto già toccato in passato: abolire questo strumento (da non confondere con le pensioni di anzianità) attraverso il quale sono state fronteggiate le crisi di interi settori, come la siderurgia, o massicci esuberi di personale, come nelle ferrovie, regalando ai lavoratori gli anni di contributi mancanti alla pensione di anzianità. Il discorso si allarga così al tema del welfare, in parallelo al perdurante scontro sull´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Ma sull´uno e l´altro dei problemi il dialogo a distanza fra governo e sindacati non fa alcun progresso in vista del nuovo incontro che dovrebbe tenersi dopo le celebrazioni del I maggio.
Cofferati ribadisce che per recuperare capacità competitiva la flessibilità del lavoro «non è certo la priorità», perché in Italia esistono già «tutti gli strumenti di flessibilità previsti dall´Unione europea e in qualche caso anche di più». Alle affermazioni del leader della Cgil sui prepensionamenti replica Giuliano Cazzola, esperto di questioni previdenziali, sottolineando che, «come Cofferati sa benissimo», ormai questo strumento, almeno in ambito Inps, è un retaggio del passato. Per il futuro si ricorrerà massicciamente ai prepensionamenti, in base ad una legge degli anni ’90, solo per i lavoratori che sono stati esposti all´amianto. In ogni caso se si abolisce questo strumento bisogna indicare un´alternativa. In polemica con Cofferati, Cazzola giudica «molto più scandalosa una pensione di anzianità, frutto della libera scelta di un cinquantenne che potrebbe ancora lavorare, che non il prepensionamento di chi ha perso il lavoro».
Dal vertice del G8 a Montreal, il ministro del Welfare Roberto Maroni, torna sulla riforma del mercato del lavoro e si impegna a fare di tutto perché le idee del Libro Bianco di Marco Biagi «siano trasformate in legge». Proprio durante la riunione di Montreal il ministro del Lavoro canadese ha commemorato il giurista assassinato dalle Br, tributandogli un riconoscimento internazionale. Per aumentare il tasso di attività italiano, il più basso (54,9%) dell´area Ocse (65,4%), Maroni punta a misure che incoraggino la presenza di anziani e donne nel lavoro.
Sulla partita sempre aperta dell´articolo 18, nuova puntata della polemica fra lo stesso Maroni e il ministro per le politiche agricole Alemanno. «Io non mi occupo di quote latte», aveva detto il primo, infastidito dalle interferenze dell´esponente di An sulla questione lavoro. Ma Alemanno torna alla carica e propone che dopo il I maggio la convocazione delle parti sociali parta da palazzo Chigi, «coinvolgendo tutti i ministri interessati», con la regia del premier o del vice-premier. Per Alemanno l´articolo 18 va discusso «solo dopo» gli ammortizzatori sociali, cercando di includere in un accordo anche la Cgil.
Disponibilità al confronto viene confermata dal segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, che tuttavia non ha gradito le recenti affermazioni di Maroni a proposito dello sciopero dei dipendenti pubblici in Ontario che procede da 43 giorni senza per questo condizionare il governo. In Italia anche noi andremo avanti, aveva detto Maroni. «Spero che il governo italiano non voglia 43 giorni di sciopero, noi uno lo abbiamo fatto, se ne vogliono altri decidano loro», ha replicato il leader della Cisl ricordando la «grande adesione» avuta con la protesta del 16 aprile.