Cofferati: «Apre il conflitto»

17/07/2002

17 luglio 2002



DPEF
Cofferati: «Apre il conflitto»


L’accordo separato siglato dal governo con le parti sociali «apre una stagione di aspra conflittualità sociale». Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, nell’audizione alla Camera sul Dpef. L’accordo, ha ribadito Cofferati «è lesivo dei diritti delle persone che lavorano, privo di qualità, non aiuta lo sviluppo del paese». Durissimo anche la replica alla riforma del fisco: «La delega Tremonti deve essere radicalmente modificata, in quanto redistribuisce gran parte dei benefici ai contribuenti più ricchi, non aiuta la crescita dimensionale delle imprese e non favorisce la ricerca e l’innovazione tecnologica». Venendo al Dpef, Cofferati ha affermato che «non si condividono i tassi di inflazione programmata previsti per gli anni di riferimento del Dpef. Tali tassi non sono coerenti con quelli di crescita del Pil». Per quanto riguarda la crescita «Il Dpef – ha detto ancora il leader della Cgil – si dà l’obiettivo di una crescita dell’economia italiana del 3% già a partire dal 2003. Si tratta di una previsione ottimistica». Cofferati sottolinea inoltre che il documento lascia aperti problemi «connessi all’elevatissimo stock di debito pubblico italiano che, in percentuale del Pil continua ad essere uno dei più elevati dei paesi avanzati». Secco no anche all’ipotesi di mutue private nel settore della sanità: «Va respinta – dice Cofferati nell’audizione – l’idea di forme di mutualità sostitutive dell’intervento pubblico. E’ invece necessario portare la spesa sanitaria a livello della media europea. L’obiettivo di riduzione dei consumi pro-capite indicato nel Dpef penalizza le fasce deboli della popolazione»