COFELY, SINDCATI CONTRARI ALL’ACCORDO

30/03/2012

30 marzo 2012

Cofely. Fim, Fiom, Uilm, Filcams, Fisascat, Uiltucs: “No alla proposta dell’Azienda, ma disponibili a un accordo che contempli l’utilizzo di tutti gli strumenti utili per tutelare i lavoratori”

Le Segreterie nazionali dei sindacati dei metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, e dei sindacati dei servizi privati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil.

Il 27 marzo si sono incontrati presso il Ministero del Lavoro la Direzione aziendale della Cofely, le Organizzazioni sindacali nazionali dei metalmeccanici e dei servizi privati e il Coordinamento delle Rsu Cofely.
L’Azienda ha ribadito le ragioni della procedura di mobilità aperta il 19 gennaio scorso per 109 posizioni in esubero, essenzialmente derivate da un processo riorganizzativo prevalentemente nelle sedi di Milano e Roma, dalla necessità di ridurre i costi per avere condizioni di concorrenzialità e dalla crescita dell’indebitamento, soprattutto nei confronti delle strutture pubbliche, che impone all’Azienda l’abbandono del project financing con il relativo esubero degli organici.
Le Organizzazioni sindacali, unitamente al Coordinamento delle Rsu, hanno ribadito la preoccupazione rispetto al futuro della Cofely in Italia, in quanto la previsione di abbandono/perdita di alcuni appalti potrebbe tradursi in un consistente calo degli occupati.
Inoltre, l’esclusivo utilizzo della mobilità (licenziamenti), anziché di strumenti alternativi come la Cigs per riorganizzazione o – ancora meglio – i contratti di solidarietà, nonché di percorsi di ricollocazione e riqualificazione del personale, confermano queste forti preoccupazioni. Le disponibilità delle Organizzazioni sindacali sono per la costruzione di un accordo che contempli l’utilizzo di tutti gli strumenti utili per le tutele dei lavoratori rispetto al mantenimento dei posti di lavoro, non escludendo la mobilità volontaria ed incentivata.
L’Azienda ha riconfermato la preferenza per una mobilità incentivata con 450 euro al mese di mobilità spettante al lavoratore, con l’aggiunta di circa 6.000 euro derivati dal risparmio nei confronti dell’Inps in presenza di accordo.
Le Organizzazioni sindacali hanno ribadito l’indisponibilità ad assumere la proposta dell’Azienda. Il Ministero del Lavoro ha invitato le parti a un’ulteriore riflessione che si concluderà il 5 di aprile, data di riconvocazione al Ministero e termine ultimo per i tempi previsti dalla legge. Le Organizzazioni sindacali, unitamente alle Rsu, mantengono lo stato agitazione dei lavoratori nelle varie sedi e nelle attività accompagnate da assemblee informative sullo stato delle vertenza.