Co.co.co: le Acli si mobilitano per la tutela

30/05/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
127, pag. 3 del 30/5/2003

Le Acli si mobilitano per la tutela

Le Acli si mobilitano per la tutela dei diritti e la protezione sociale dei lavoratori. Le associazioni cristiane dei lavoratori, guidate da Luigi Bobba, saranno in piazza il 7 giugno, infatti, in 60 città italiane, per sostenere proposte di riforma del welfare, che vanno dal reddito minimo di garanzia per le situazioni gravi di povertà al riconoscimento dei diritti previdenziali per i lavoratori extracomunitari. Al riconoscimento del diritto soggettivo alla formazione continua e alla certificazione delle competenze. Quest’ultimo punto sarà anche discusso prossimamente dal parlamento, in quanto oggetto di una proposta di legge trasversale promossa dalle Acli.

- La ricetta delle AcliÉ Il ´Manifesto del welfare’ delle Acli promuove l’istituzione di un reddito minimo di garanzia per ridurre le condizioni di povertà assoluta (cioè di impossibilità di accesso ai beni e servizi essenziali) che riguardano 3 milioni di italiani. La spesa si aggirerebbe sui 2,3-3 miliardi di euro. Per costruire, poi, un ´welfare comunale’, dovrebbe poi essere completamente attuata la legge 328/2000. Mentre un ´welfare a colori’ impone di aumentare le tutele nei confronti degli immigrati, che rappresentano ormai il 10% della forza lavoro. ´Il welfare non deve essere un castello in cui alcuni riescono ad entrare e tutti gli altri restano fuori’, ha detto Bobba, ´ma uno zainetto su misura. Ecco perché proponiamo l’istituzione del conto individuale di sicurezza sociale’.

- É e quella del governo. Nel quadro delle iniziative rientra anche l’indagine sulla condizione dei co.co.co. (si veda pezzo a fianco), la cui flessibilità esistenziale e professionale, oltre che previdenziale, per Bobba ´può tradursi in un danno per le imprese’. Maurizio Sacconi, però, ha commentato la ricerca sui co.co.co. sottolineando che la riforma Biagi, in via di attuazione nei prossimi giorni con l’esame dei decreti delegati da parte del consiglio dei ministri, ´darà una spallata alla dimensione abnorme delle co.co.co., sostituendole con i contratti di lavoro subordinato o con il lavoro a progetto, sulla base reale del contenuto della prestazione’. Sacconi ha sottolineato che la nuova disciplina intende ´cancellare l’attuale ambiguità delle co.co.co.’, e che ´il governo intende innalzare quanto prima fino al 19%, con la riforma previdenziale o con la prossima Finanziaria, l’aliquota contributiva sul lavoro a progetto’.