“Co.co.co 1″ I collaboratori hanno altri «progetti»

21/10/2004
            del lunedì
            lunedì 18 ottobre 2004


            sezione: NORME E TRIBUTI d- pag: 19

            PAGINA A CURA DI
            GABRIELE FAVA
            RIFORMA BIAGI • I rapporti di co.co.co. escono di scena tra una settimana, a meno di una proroga aziendale per un solo anno
            I collaboratori hanno altri «progetti»
            La transizione verso formule flessibili che garantiscono ai lavoratori maggiore tutela in campo previdenziale Coordinazione e continuità le differenze rispetto agli «autonomi»
            Vita breve ai rapporti co.co.co. Dalla prossima settimana, infatti, le collaborazioni coordinate e continuative che non possano essere ricondotte a un "progetto" giungeranno a naturale scadenza. Termini diversi, comunque non superiori al 24 ottobre 2005, potranno essere stabiliti nell’ambito di accordi sindacali di transizione al nuovo regime, stipulati in sede aziendale su istanza dei sindacati più rappresentativi a livello nazionale. Con questi accordi di tratterà la "transizione" di questi collaboratori verso il lavoro a progetto o verso una forma di lavoro subordinato, anche tra quelle flessibili disciplinate dalla riforma Biagi.

            Il legislatore ha posto una serie di tutele e vincoli per l’instaurazione di collaborazioni coordinate e continuative, in modo da intervenire fattivamente nell’organizzazione del lavoro al fine di ridurre in modo significativo il ricorso alle co.co.co. per evitare che questa tipologia sia utilizzata per ridurre i costi previdenziali e i vincoli normativi.

            Resta comunque vietata la trasformazione delle vecchie collaborazioni coordinate e continuative in contratti a progetto nei seguenti casi: pensioni di vecchiaia, amministratori sindaci e partecipanti a collegi sindacali, collaboratori di associazioni sportive dilettantistiche, collaboratori della pubblica amministrazione.

            Definizione. Per collaborazione coordinata e continuativa si intende un rapporto di lavoro nel quale il prestatore di lavoro agisce in assenza di rischio economico e senza mezzi organizzati di impresa, mediante prestazioni reiterate in misura apprezzabile nel tempo. Queste prestazioni sono frutto di accordo tra le parti e se, pur autonome da un punto di vista organizzativo, sono strutturate in maniera funzionale e sincronizzata con l’impresa.

            Lavoro autonomo. Le collaborazioni coordinate e continuative e il lavoro a progetto si distinguono dal contratto di lavoro autonomo di cui all’articolo 2222 Codice civile.

            L’autonomia, che distingue queste due tipologie contrattuali, risulta attenuata nelle collaborazioni coordinate e continuative e nel lavoro a progetto per due ragioni:
            1) la necessità di coordinarsi con la struttura del committente;
            2) il carattere continuativo della prestazione.

            Infatti, la disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative e del lavoro a progetto, diversamente da quella del lavoro autonomo, attribuisce rilevanza al collegamento funzionale di questo contratto con l’organizzazione del committente; collegamento che non è previsto dalla disciplina del contratto d’opera perché di regola il lavoratore autonomo non si obbliga a collaborare con il committente ma si obbliga soltanto a compiere l’opera secondo modalità di luogo e di tempo autonomamente determinate.

            Parasubordinazione. Le collaborazione coordinate e continuative e il lavoro a progetto sono esempi di lavoro parasubordinato. Si tratta, infatti, di lavoratori privi degli strumenti di produzione tradizionali che devono coordinarsi in modo stabile e continuativo con imprese altrui, realizzando un’elevata interdipendenza o connessione funzionale con l’organizzazione imprenditoriale.

            Per qualificare un lavoro autonomo come parasubordinato è necessario che:
            continuità: la prestazione non abbia carattere occasionale ma perduri nel tempo;
            coordinazione: sia funzionalmente connessa con le finalità perseguite dalla controparte con conseguente ingerenza di quest’ultima nelle attività del prestatore;
            prevalenza: il lavoro personale del preposto prevalga sull’opera svolta dai collaboratori e sull’utilizzazione di una struttura di tipo materiale.