Cnel: patronati indispensabili al welfare

03/12/2004


             
            venerdì 3 dicembre 2004
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            Cnel: patronati indispensabili al welfare
             di Roberto Nido
             
            ´In assenza dei patronati, si porrebbero agli enti previdenziali pesanti problemi organizzativi e funzionali, con conseguente incremento della spesa corrente e agli utenti verrebbe meno un interlocutore di fiducia’.

            Lo sostiene il Cnel, che ieri ha organizzato a Villa Lubin un seminario sul ruolo e l’attività dei patronati nell’evoluzione dello stato sociale italiano. Il Cnel ha ricordato che nel corso del 2003 i patronati ´hanno acquisito e patrocinato complessivamente 5.239.000 pratiche: l’80% delle domande di pensione pervenute all’Inps. Ma solo 996 mila di quelle definite hanno concorso al punteggio per il riparto del fondo patronati (appena il 17%), che per lo scorso anno ammontava a 310 milioni’.

            Proprio in considerazione del ruolo di tali enti, il consiglio esprime preoccupazione ´per la mancata emanazione dei decreti di attuazione della riforma (la 152 del 2001) da parte del ministero del lavoro. Un ritardo che rischia di rappresentare uno degli ostacoli alla diffusione della conoscenza della previdenza complementare, di inibire le possibilità di sviluppo degli istituti di patronato nella prospettiva di un adeguamento alle nuove esigenze di assistenza e tutela dei cittadini e di lasciare il campo aperto a iniziative individuali’, sostiene ancora il Cnel.

            In Italia sono 25 gli enti di patronato riconosciuti.

            Possono contare su una rete di oltre 10 mila sportelli aperti al pubblico su tutto il territorio nazionale, ma sono presenti anche nei paesi di emigrazione italiana, dove hanno permesso il disbrigo di 179 mila pratiche.

            Secondo Fosco Corradini, direttore di Epasa Cna, ´il Cnel conferma ciò che da tempo avevamo sottolineato’. (riproduzione riservata)