Cnel: nuovo record dell’occupazione

19/07/2007
    giovedì 19 luglio 2007

    Pagina 10 – Economia e Politica

      Secondo il Cnel migliora anche il lavoro al femminile

        Occupazione, nuovo record

          Resta indietro il Sud. Nel 2006 crescita massima con 425 mila occupati

            Record occupazionale; forza lavoro femminile costante in tutte le regioni ma ancora stagnazione nel Sud Italia. Questa la fotografia occupazionale contenuta nel rapporto del Cnel sul mercato del lavoro in Italia.
            Il 2006 per la penisola è stato l’anno della «crescita massima», pari a 425mila occupati in più rispetto al 2005, ma si tratta per la maggior parte di lavoratori cosiddetti marginali o che sono emersi dal nero. Un dato importante, secondo il cnel, «perché avvenuto in una fase di bassa crescita del paese», ma in un contesto pur sempre di «bassa produttività, la più bassa mai registrata in Italia», confermata dai dati dell’inizio del 2007, «che segnalano anche un rallentamento della domanda di lavoro».

            Ad alimentare questa crescita è stato l’ingresso nel mercato di un numero elevato di nuovi lavoratori «marginali», dotati di minori qualifiche e con una produttività più bassa; effetto della composizione settoriale della crescita, che si sarebbe concentrata in settori strutturalmente a produttività stagnante (edilizia o alcuni comparti dei servizi alla famiglie). A incidere anche le politiche di emersione, che hanno permesso di registrare fra i nuovi occupati coloro che lo erano già in precedenza, sfuggiti alle rilevazioni statistiche in quanto lavoratori in nero.

            Se si esaminano le relazioni tra crescita, occupazione e produttività, confrontando tre fasi storiche di uscita da un ciclo recessivo: ’80-86; ’90-’96; 2000-06, «quella attuale è caratterizzata da crescita più bassa, maggiori incrementi occupazionali, stagnazione completa della produttività». Parallelamente, «la disoccupazione in Italia è scesa nel 2006 sui valori che non si vedevano dai primi anni Ottanta». Buone notizie sul fronte dell’occupazione in rosa. Secondo il Cnel l’occupazione femminile che è stata «significativa in tutte le aree del paese», anche e soprattutto nel Sud, dove il tasso di disoccupazione si è contratto per «una offerta scarsa a fronte di una domanda vivace». Rimane pero’ «ampia la distanza che ci separa dal dato medio europeo», circa 10 punti percentuali, rispetto all’obiettivo della Strategia di Lisbona (46,3%, a fronte del 60%). Questa situazione «assai insoddisfacente» è da attribuire «sia alla scarsa domanda di lavoro femminile, sia alla modesta partecipazione delle donne al mercato del lavoro, da attribuire anche alla scarsità di servizi di welfare, sia a strumenti normativi, di incentivazione e di sostegno al lavoro femminile, che, per quanto si siano evoluti in questi anni, non sono ancora al livello di molti paesi europei».

            Andando per regioni, in generale, resta ampio il divario con il Nord, anche se «c’è una sostanziale convergenza della dinamica occupazionale». La ragione del gap, spiega il Cnel «deve essere individuata nel diverso profilo dell’offerta di lavoro, che al Sud ristagna da otto anni». Certamente, «ci sono effetti di scoraggiamento legati a trend demografici particolari», ma a contribuire alla riduzione c’è anche «l’aumento della mobilità dal Sud al Nord».