Cna, sciopero anti-licenziamento

09/05/2002

CARRARA
CRONACA


mercoledì 8 maggio 2002  
Cna, sciopero anti-licenziamento
Un dipendente «a casa», scontro tra gli artigiani e la Cgil
Assemblea straordinaria, stato di agitazione e accuse ai dirigenti. Che replicano: «Provvedimento legittimo»

di Alessandra Vivoli

CARRARA. E’ scontro fra Cna e Cgil. Il licenziamento di un lavoratore dipendente della Confederazione nazionale artigianato ha provocato una levata di scudi da parte del sindacato. Stamani, i lavoratori della Cna incroceranno le braccia per l’intera mattinata: ma si tratta solo del primo passo di uno stato di agitazione destinato a durare perchè, come hanno riferito in conferenza stampa i rappresentanti della Filcam Cgil «la situazione non vede alcun spazio per la mediazione».
A provocare la «rottura» fra Cna e Cgil è quella che i sindacalisti definiscono, in una nota stampa diffusa ieri, «la gravissima decisione da dell’ufficio di presidenza e della direzione della Cna di licenziare un lavoratore con motivi pretestuosi».
Dopo questo fatto, i dipendenti dell’associazione artigiana si sono riuniti in assemblea straordinaria per «esprimere – così si legge nel comunicato firmato dai lavoratori Cna Caffa e Csa – solidarietà al collega e sconcerto per il metodo perseguito, che non tiene conto non solo della storia lavorativa ma meno che mai della dignità della persona». Ma arrivano anche accuse precise ai vertici Cna.
I lavoratori esprimono «perplessità in merito alla gestione di questa direzione che cerca di risanare il bilancio eliminando il personale che"costa" di più».
L’episodio ha segnato il culmine, il punto di rottura, di una storia di rapporti piuttosto tesi fra il sindacato e i nuovi vertici della Cna.
«Dall’inizio di questa nuova dirigenza – ha dichiarato la segretaria della Filcams Cgil Maura Antonioli – abbiamo visto mettere in difficoltà il sindacato all’interno della Cna. Non permetteremo che venga messo in discussione il nostro ruolo e la buona fede del sindacato, che ha a storia importante all’interno dell’azienda».
E la situazione adesso sembra essere davvero critica.
«Per il momento non abbiamo trovato spazio di mediazione con i vertici della Cna – ha ribadito la Antonioli, nel corso dell’incontro con la stampa a cui hanno partecipato anche i delegati sindacali interni Anna Maria Bertoneri e Giorgio Benettini – La loro soluzione infatti prevede per il lavoratore licenziato un abbassamento di livello e di stipendio che non possiamo accettare. Impugneremo la sentenza del licenziamento e, allo stesso tempo, porteremo avanti la nostra protesta che comincia con la mezza giornata di sciopero in programma stamani».
Secca la replica della direttrice della Cna Giuliana Vatteroni (che si riserva ulteriori approfondimenti della situazione anche alla luce della riunione con la presidenza prevista in queste ore). «Il lavoratore in questione – dice – è stato licenziato per motivi reali e concreti; è stata una decisione assunta non con leggerezza ma dopo averne discusso per almeno 2 mesi anche con il sindacato. È stata una vertenza lunga e alla nostra proposta per arrivare a una soluzione ci è stato risposto picche dal lavoratore stesso assistito dal sindacato».
Per quel che riguarda il ruolo della Cgil all’interno della Cna la Vatteroni non scende in polemica ma sottolinea che «il sindacato si riunisce secondo le regole contrattuali, in orario di lavoro, non c’è da parte nostra nessuno sbarramento».


La sede della Cna di Avenza (Foto Cuffaro)