Club Med sull’orlo del precipizio cerca compratori

23/11/2001


VENERDÌ, 23 NOVEMBRE 2001
 
Pagina 39 – Economia
 
Club Med sull’orlo del precipizio cerca compratori
 
 
 
 

Club Med non è scampato alle conseguenze negative dagli attacchi terroristici dell’11 settembre. Anzi, a causa della alla sua notevole presenza in Medio Oriente e alla sua considerevole clientela statunitense, si ritrova praticamente con le ossa fracassate. Le prenotazioni per la stagione invernale sono cadute del 50% e l’azienda ha lanciato il terzo allarme sugli utili dopo i tragici fatti.
In queste circostanze sta emergendo tutta la fragilità del gruppo, che sta riducendo il personale alla sede centrale, sta chiudendo temporaneamente villaggi e sta ridimensionando gli investimenti. Il problema di fondo, però, è che Club Med non ha la stessa flessibilità dei suoi concorrenti per affrontare un calo congiunturale perché i villaggi che gestisce sono di sua proprietà, con la conseguenza che deve farsi carico di un elevato livello di costi fissi anche in presenza di un calo vistoso delle presenze.
Club Med non riesce a coprire il costo del capitale da dieci anni. Gli investitori hanno realizzato un rendimento negativo del 26% negli ultimi cinque anni, a fronte di un rendimento positivo del 69% della tedesca Preussag. Club Med è diventata più fragile nel tempo. Il debito è pari al 66% della sua capitalizzazione di mercato e gli utili coprono gli interessi solo 1,5 volte.
Gli azionisti sperano solo che qualcuno come Preussag faccia un’offerta d’acquisto. Una voce in tale senso circola con sempre maggiore insistenza da quando la famiglia Agnelli, il maggiore azionista di Club Med, ha concordato una fusione fra le sue attività turistiche in Italia e la società tedesca. Fino a quando non ci sarà una schiarita sul futuro di Club Med, gli investitori dovrebbero tenersi alla larga.
(Leslie de Quillacq)