Club Med: Quando il sole tramonta sul villaggio

31/01/2002






CLUB MED/ LA CRISI DEL PIANETA VACANZE
Quando il sole tramonta sul villaggio

Chiusura di 17 centri. Perdite per 70 milioni di euro. 300 licenziamenti e investimenti dimezzati. Eppure gli Agnelli…

di Ulderico Munzi – da Parigi











Il Club Med ha un male oscuro. Sull’anno 2001 � calato il sipario con una perdita di 70 milioni di euro. La pozione magica – sesso, sole e mare -ha perso i suoi poteri. La fata che protesse il padre fondatore Gilbert Trigano, morto ottantenne un anno fa, � volata via e al suo posto, nella sede parigina in mattoni rossi della Villette, � piombato un orco da tregenda economica. Ha il sembiante di Bin Laden perch� i "patrons" gli attribuiscono, a torto o a ragione, ogni ripercussione negativa sul business globalizzato.

Gli Agnelli, quando Philippe Bourguignon, pdg del Club M�diterran�e, ha telefonato a met� ottobre dicendo che avrebbe annunciato la crisi, non hanno battuto ciglio. Come azionisti di riferimento attraverso la Exor (23 per cento) hanno subito fatto sapere di essere disposti a rafforzarsi sino al 33 per cento del capitale. C’� una sorta di legame sentimentale tra la Grande Famiglia di Torino e il Club M�diterran�e. Risale ai tempi del barone Edmond de Rothschild, ramo francese della stirpe di miliardari, e dei Perrier, creatori dell’acqua minerale tutta bollicine. Nei primi anni Sessanta Trigano aveva affidato a loro una buona fetta del capitale d’una societ� che era passata dall’organizzazione rustica di campeggi turistici al giro dell’alta finanza internazionale. Nei Settanta gli Agnelli, specie l’Avvocato, intuirono l’affare.

Il primo seme del Club M�diterran�e nacque dall’incontro di Trigano con G�rard Blitz, ex giocatore di pallanuoto, che aveva ideato in Maremma campeggi con capanne di frasche, brandine militari e docce in comune. Nel cervello di Trigano scocc� una scintilla e alle Baleari, nell’estate del 1950, su una spiaggia disseminata di tende militari Usa scesero 3 mila turisti francesi. Era l’inizio dell’avventura del Club Med che voleva far sognare e mischiare uomini e donne della piccola, media e grande borghesia.

Nel 1966 le azioni furono quotate in Borsa e tutti continuavano a darsi del tu. Ma nel 1992, una catastrofe aerea a Cap Skirring, in cui morirono alcuni turisti, costrinse Gilbert, a 73 anni, a cedere le redini a suo figlio Serge. La crisi della guerra del Golfo aveva colpito il turismo e Serge, nel 1997, fu allontanato. La nouvelle vague trov� il suo profeta in Philippe Bourguignon, il francese che aveva rilanciato Eurodisney dopo la di-savventura del management americano. Mancava di sogni e gioia, ma pareva funzionare. L’utile era in ascesa del 51 per cento.

Nel 2001 ha trionfato il marketing puro. I piani sono ambiziosi: raddoppiare in sette anni i villaggi, seducendo ancor pi� gli extra-europei. Rinnovare 70 villaggi su 125. Bourguignon s’era illuso di aver guarito l’azienda con benefici di 59 milioni di euro nel 2000 e adesso � di fronte a chiusure e a licenziamenti.

� mai possibile che tutto sia colpa di Bin Laden? O forse il management, alla lunga, non si addice al mondo onirico del Club Med? Il risultato � che 17 villaggi (il 15 per cento delle capacit� globali) saranno o chiusi in modo provvisorio durante l’inverno (per esempio Mare Nostrum in Grecia e Santa Lucia nei Caraibi), oppure messi in sonno, cio� abbandonati, o chiusi definitivamente (sei villaggi in Marocco, Italia, Grecia, Messico, Nuova Caledonia e Spagna).

E arrivano i licenziamenti. Saranno messe alla porta 300 persone e gli investimenti saranno ridotti della met�. Il piano dovrebbe consentire di economizzare tra i 30 e i 40 milioni di euro. L’uomo che salv� Topolino, Pippo e Paperino riuscir� a salvare il Club Med? Uomini spietati con l’arma dell’Opa sono pronti a saltargli addosso.

24.01.2002