Club Med passa sotto l’ala di Accor

14/06/2004

        12 Giugno 2004

          Club Med passa sotto l’ala di Accor
          Ceduto il 21,2% del capitale per 185 milioni di euro

          Paolo Baroni

            Il Club Mediterranée esce dall’orbita del gruppo Agnelli. Accor, leader mondiale nel settore alberghiero, ha infatti rilevato ieri il pacchetto di maggioranza del numero uno mondiale dei villaggi vacanze detenuto dall’Ifil e da Exor offrendo una cifra di tutto rispetto e che in questa fase ancora di transizione del comparto turistico valorizza in maniera molto importante la partecipazione degli Agnelli. Oltre alla quota del 21,2% ceduto dal gruppo torinese, Accor ha rilevato anche il 7,7% detenuto dalla Caisse des Depots et Consignations, arrivando così al 28,9% della società fondata nel 1950 da Gilbert Trigano. L’operazione costerà ai francesi 252 milioni di euro. L’incasso per le società degli Agnelli, che ora guardano a nuovi investimenti, è invece pari a 184,5 milioni di euro.
            Con questa operazione il gruppo Agnelli dà al Club Med «l’opportunità di associarsi a un partner industriale di primo piano che lo accompagnerà nel suo sviluppo futuro» ha spiegato l’amministratore delegato di Exor, Tiberto Ruy Brandolini d’Adda. La vendita del Club Med che il gruppo Agnelli «ha accompagnato dal 1974» e «sempre sostenuto anche nei momenti più difficili» è stata decisa, ha precisato, «in pieno accordo con il management», «ora che la società è sulla via del risanamento». E proprio ieri il Club ha annunciato di aver ridotto le perdite semestrali a 4 milioni dai -29 dell’anno prima e di aver registrato un aumento delle prenotazioni estive del 2,4%. Il suo presidente Henri Giscard d’Estaing, che nel comunicato ringrazia il gruppo Agnelli per il sostegno trentennale, prevede un utile operativo di 100 milioni nel 2006. E come ha spiegato ieri a le Monde «l’ingresso di Accor consentirà ad entrambi i gruppi di beneficiare della futura ripresa del settore nelle migliori condizioni».
            Accor, dal canto suo, con questa operazione «rafforza la sua posizione nell’universo del turismo mondiale, nel quadro della sua strategia a lungo termine di offrire una gamma completa di prodotti e servizi». Jean-Mar Espalioux, presidente del gruppo di cui la Caisse des Depots et Consignations diventa il principale azionista istituzionale (in cambio delle azioni del Club Med la Cdc porta la sua partecipazione dal 4,5 al 7,5%), ha anche annunciato che col Club Med «esaminerà le numerose opportunità di sinergie commerciali e operative per accelerarne lo sviluppo». Mentre per finanziare l’operazione è già stato annunciato il lancio di un bond convertibile da 280 milioni di euro.
            Entrando nei dettagli dell’operazione il Gruppo Ifil ieri in una nota ha spiegato che la cessione della sua quota pari al 6,36% (il restante 14,81% è stato ceduto da Exor, società controllata dalla Giovanni Agnelli & sapaz al 70,4% e da Ifi al 29,3%) avverrà ad un prezzo non inferiore a 55,5 milioni di euro complessivi realizzando una plusvalenza consolidata di 24,4 milioni di euro. Se si considera la cessione, sempre ad Accor, della quota residua di Sifalbergi avvenuta nei mesi scorsi, su un totale di 87,5 milioni di euro incassati a Ifil (32 per Sifalberghi e 55,5 per Club Med), la plusvalenza realizzata con gli investimenti turistici è addirittura pari a 47,4 milioni di euro. Per quanto riguarda Exor l’operazione ha consentito di incassare 129 milioni con una plusvalenza che non è stata quantificata ma che viene definita «importante». Il prezzo pattuito, 45 euro per azione, corrisponde infatti ad un premio del 31% rispetto al prezzo di chiusura di giovedì di 34,28 euro, e corrisponde ad una valutazione complessiva del gruppo pari a 872 milioni di euro. «Il contratto – spiega ancora Ifil – prevede un eventuale completamento di prezzo, fino a un massimo di 12 milioni (10 euro per azione) nei prossimi due anni, in funzione del futuro andamento economico-finanziario del Club Mediterranee». Gli introiti andranno a ridurre delle due società, che per quanto riguarda Ifil al 31 marzo scorso risultava negativo per 394 milioni, mentre per l’Ifi ammontava a 301 milioni, e soprattutto libereranno nuove risorse da destinare ai nuovi investimenti futuri.
            Agli Agnelli resta ancora il 2,7% di Club Med (0,8 Ifil, 1,9 Exor) ma si tratta di una partecipazione di portafoglio, che potrebbe essere presto liquidata. Il gruppo per quanto riguarda il settore turistico si concentra infatti tutto su Alpitour, numero uno in Italia nel settore viaggi e attualmente in piena fase di rilancio sotto la guida di Mauro Piccini, che proprio ieri ha cooptato nel cda e quindi nominato vicepresidente Lupo Ratazzi, figlio di Susanna Agnelli e socio fondatore di Air Europe.
            In Borsa l’operazione ha premiato i titoli della scuderia Agnelli (con Ifi salita del 4,62% e Ifil del 2,88%) e quelli del Club Med (+8,2% a quota 37,1) e penalizzato invece Accor, che ha lasciato sul terreno il 4,7% nonostante le rassicurazioni che l’operazione conclusa ieri inciderà solo marginalmente sul suo utile.