Club Med e Norman sugli asset di Cit

29/01/2007
      PLUS
    sabato 27 gennaio 2007

    Pagina 16 – Attualità

    Tour operator – in febbraio l’asta

      Club Med e Norman sugli asset di Cit

        Parte la nuova asta per gli asset della Cit, la società quotata a Piazza Affari finita in amministrazione straordinaria sotto il peso di un buco da 600 milioni di euro. All’appello si potrebbero presentare alcuni dei maggiori società immobiliari e del turismo alberghiero. In particolare, secondo quanto risulta a «Plus24», in campo sarebbero scesi il colosso Club Med, Pirelli Re, Grandi Viaggi e il gruppo immobiliare Norman 95 assieme a Gladstone. In particolare, quest’ultima società (che fa capo a Massimo Cimatti) ha costituito in novembre una newco per gli investimenti turistici. E una delle aree di intervento di Norman è costituita dal polo montano di Sansicario, in Piemonte, dove proprio Cit possiede due alberghi.

        Per ora si tratterebbe di un interesse generico, visto che la documentazione sugli asset in vendita è ancora in via di definizione da parte del commissario straordinario Antonio Nuzzo e dell’advisor Envent. La stessa documentazione verrà prima presentata alministro Pierluigi Bersani per avere il via libera definitivo. L’asta partirà infatti in febbraio.

        Tre i perimetri in vendita: l’immobiliare che comprende società di sviluppo sul territorio italiano, la divisione tour operator (svolta da Italiatour attualmente in fallimento) e agenzie di viaggio e, infine, gli alberghi di proprietà del gruppo. In particolare su questi ultimi (8 di cui due a Sansicario e a Scanzano Jonico, uno a Marilleva, a Scandicci, a Carovigno e a Calatabianco) si sarebbero focalizzati gli interessi di molti operatori attivi nel settore alberghiero di fascia medio-alta.

        La storia di Cit, nata da un’operazione di privatizzazione del 1998 dalle Ferrovie dello Stato, è complessa. Il gruppo, quotato al Mercato ristretto nel 2002, è finito in amministrazione straordinaria, dopo vari tentativi di salvataggio. All’epoca c’era ancora il Governo Berlusconi e il ministro Claudio Scajola aveva nominato Ignazio Abrignani, come commissario straordinario. Con l’elezione di Romano Prodi a premier, il nuovo dicastero guidato da Pierluigi Bersani aveva tuttavia revocato Abrignani e nominato Nuzzo.

        Nel frattempo, Abrignani aveva fatto ricorso al Tar e, in ottobre, era stato reintegrato. In novembre un nuovo cambio della guardia con la revoca di Abrignani. Nel frattempo, a settembre, erano scaduti i termini per ottenere i 65 milioni di contributi dell’Unione europea.

        C.Fe.