Club Med «chiude» villaggi La famiglia Agnelli è pronta a sostenere il rilancio

Il gruppo turistico francese ha annunciato la riduzione del 15% della capacità invernale per la crisiClub Med «chiude» villaggiLa famiglia Agnelli è pronta a sostenere il rilancio aumentando la sua quota, ma evitando l’Opa Michele Calcaterra

(DAL NOSTRO CORRISPONDENTE) PARIGI – Il gruppo Agnelli (tramite Exor e Ifil) conferma il proprio interesse per il Club Méditerranée, sostiene gli sforzi del management per rilanciare il gruppo francese, è disponibile a rafforzarsi fino alla soglia del 33% del capitale (attualmente ha il 23,81% del capitale e il 32,13% dei diritti di voto), ma non ha certamente in programma il lancio di un’Opa. È questo il senso di una nota inviata in questi giorni al Consiglio di sorveglianza del Club Med, che al quartier generale di Torino definiscono come una semplice "technicality". Una nota che arriva proprio nel giorno in cui il Club Med ha confermato di essere sprofondato in una forte crisi in seguito alla contrazione dell’intero settore turistico dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre e annunciato un importante programma di riduzione della propria capacità ricettiva del 15% con la chiusura di una quindicina di villaggi per la stagione invernale. Un annuncio che ha colto di sorpresa il mercato dopo due profit warning già lanciati, spingendo le quotazioni in ribasso del 3,7% a quota 36,55 euro, dopo aver toccato nel corso della seduta un minimo di 35. Nella strategia del gruppo Agnelli nulla è dunque cambiato, rispetto al passato. Va sottolineato però il fatto che Torino conferma appieno tutto il suo interesse per il settore del turismo, come dimostra del resto anche la partecipazione del 100% detenuta in Alpitour, quella inferiore al 2% nella società alberghiera francese Accor e quella in Sifa Alberghi, e spera che passata l’attuale "buriana" il mercato possa riprendersi. Le cifre rese note ieri da parte del Club Med, nell’imminenza della chiusura dei conti 2001 prevista per fine mese, sono alquanto preoccupanti. Ma del resto non poteva essere altrimenti, tenuto conto del fatto che lo stato di salute della società era già improntata a un’accentuata debolezza prima degli attentati dell’11 settembre scorso negli Usa. Ebbene, nell’ultimo mese la società ha registrato un forte calo delle presenze e delle prenotazioni (­16% di media, dopo un picco di ­50% nei giorni immediatamente successivi agli attentati) equivalente a un impatto finanziario negativo stimato in 25 milioni di euro per i due mesi finali dell’esercizio in corso. Impatto che avrà come conseguenza diretta, il fatto che il risultato operativo del 2001 dovrebbe situarsi tra i 45 e i 50 milioni di euro, la metà di quanto registrato nel 2000 e pari a 103 milioni di euro. È dunque alla luce di questa situazione che il Club Med non è in grado di formulare delle previsioni per il futuro, che il vertice del gruppo francese ha deciso di ridurre la "velatura della barca", con il varo di un importante piano di contenimento dei costi e di blocco degli investimenti in alcuni settori specifici. Un insieme di misure che porterà a una riduzione complessiva della capacità mondiale del gruppo dell’ordine del 15%, se riferito all’inverno in arrivo, e dell’ordine del 20% per i villaggi al di fuori di quelli "sciistici" in Europa (per quest’ultimi la capacità aumenterà del 10%). Per riassumere: forte riduzione dei costi di gestione, mantenimento della qualità del servizio, chiusura di alcuni centri, dimezzamento degli investimenti 2002 da 200 a 100 milioni di euro. Una operazione di ampio respiro, per assicurare un futuro al Club, che necessiterà però di iscrivere nel bilancio 2001 delle riserve supplementari per 60­70 milioni di euro, a integrazione dei 20 milioni di euro già stanziati in precedenza per coprire i costi della chiusura di alcuni villaggi. L’obiettivo è quello di permettere al Club di evidenziare alla fine dell’anno prossimo, secondo un comunicato diramato ieri, un risultato operativo "vicino all’equilibrio". Si tratta, dunque, di una "cura da cavallo" che non impedirà comunque al Club di far avanzare alcuni importanti programmi di sviluppo, di apertura di alcuni villaggi (Serre­Chevalier e Cervinia), di sigla e di negoziazione di nuovi accordi, come è il caso dell’apertura in estate di un villaggio in Calabria e di un Club Med World, a fine ottobre, a Montreal.

Sabato 20 Ottobre 2001