Club Med, arriva Giscard jr

17/12/2002


            17 dicembre 2002

            FINANZA E MERCATI


            Club Med, arriva Giscard jr.

            Ribaltone al vertice: il figlio dell’ex presidente francese sarà il nuovo a.d.


            DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI – Gli Agnelli si sono messi nelle mani di Giscard d’Estaing. Non già di Valèry, presidente della Convenzione europea, oltre che amico e coetaneo di Gianni, ma del figlio maggiore Henri. È lui, infatti, che ha assunto da ieri la presidenza operativa del Club Méditerrannée (al posto di Philippe Bourguignon), società che è controllata al 23% circa dal gruppo italiano (32% dei diritti di voto). Cambio, anche al vertice del Consiglio di sorveglianza: Pascal Lebard, prenderà il posto di Tiberto Ruy Brandolini d’Adda, nipote degli Agnelli e presidente di Exor, la holding di controllo di Club Med. Quelle di Bourguignon erano dimissioni attese da tempo. I rapporti con l’azionista di riferimento si erano deteriorati negli ultimi mesi a causa del non proprio brillante andamento del Club, ma anche di strategie non pienamente condivise. Soprattutto, secondo indiscrezioni raccolte a Parigi, sarebbe stato rimesso in discussione il piano di diversificazione che Bourguignon aveva attuato nei passati esercizi e in particolare alcune iniziative come Oyyo (villaggi per adolescenti), Club Med World (club in centro città come ad esempio Parigi) e la recente acquisizione della rete di centri per la ginnastica, Gymnase Club. Oltre all’acquisizione nel ’99 della compagnia aerea Jet Tours che non ha mai superato le difficoltà iniziali. Fatto sta che la gestione del presidente dimissionario si salda con un titolo in ribasso di oltre il 45% dall’inizio dell’anno: l’annuncio ieri ha riportato le quotazioni a 22,25 euro (+6,7%), comuqnue ben lontano dal picco di 150 euro toccato nel 2000. Il tutto in un quadro di estrema precarietà per le difficoltà di un mercato turistico che, dopo gli attentati dell’11 settembre, ha stentato a riprendere quota. Fatto sta che l’esercizio a fine settembre evidenzia una perdita di 62 milioni di euro, rispetto a 70 milioni l’anno prima, su un giro d’affari di 1,744 miliardi di euro (1,985 milioni). Il compito di Henri Giscard d’Estaing è dunque rimettere ordine nella "missione" strategica del Club Med, in modo da riportare il gruppo ai fasti del passato, puntando nuovamente sul core business. Non sarà però facile. Il Club ha perso infatti molto del suo smalto iniziale, tanto che la validità della sua formula è stata sovente rimessa in causa. Quale dunque il futuro del gruppo? Le strade sono sostanzialmente due: specializzarsi ancor di più nell’attività di base o espandersi con alleanze, fermo restando che il Club difficilmente potrà fare concorrenza ai giganti europei e internazionali del turismo di massa. Infine, al di là di ogni altra considerazione e date le difficoltà della Fiat, ci si domanda per quanto tempo ancora il Club resterà sotto l’ala del gruppo italiano. Circolano infatti indiscrezioni, non confermate, che potrebbe presto cambiare di mano.
            MI.C.