Clienti Aiazzone, stop alle rate future ma solo per chi non ha avuto merce

30/03/2011

Torino – IL GIRO di arresti per il crac della giungla Aiazzone ha indotto il Tribunale fallimentare ad anticipare al massimo i tempi, nell´interesse dell´esercito di dipendenti della galassia di mobilifici chiusi, fisco, fornitori, migliaia di clienti. L´udienza per la dichiarazione del fallimento Panmedia – che prima delle manette al patron Beppe Gallo aveva avuto il beneplacito ministeriale e chiesto l´amministrazione straordinaria – è stata anticipata a metà aprile e si terrà davanti al giudice Vittoria Nosengo. Le persone e le famiglie raggirate e imbrogliate, a migliaia, scalpitano. E così le associazioni di consumatori, che continuano a raccogliere segnalazioni e richieste d´aiuto.
Ieri i dirigenti delle sigle più rappresentative sono andati a Milano per partecipare all´incontro tenuto ad Assofin e per confrontarsi con due degli operatori del credito al consumo più esposti, Fiditalia, che da sola ha 1.500 posizioni aperte, e Findomestic, assenti Neos e Agos. All´uscita prevalgono i musi lunghi, tra i paladini dei cittadini. Non si sono fatti passi avanti. E gli arresti, con il deflagrare dell´inchiesta romana, hanno congelato possibili soluzioni ipotizzabili solo qualche ora prima. È stato confermato il blocco delle rate future, ma solo per coloro che non hanno ricevuto alcun mobile. Per chi ha avuto consegne parziali si dovrà discutere caso per caso, togliendo dall´elenco generale qualche «furbetto del comodino», clienti che qualcosa hanno portato a casa e ora lo negano. I nomi resteranno nelle banche dati delle centrali di rischio, ma con una postilla che rimanda al caso Aiazzone. Per la restituzione della rate già pagate, invece, nulla da fare. «Gli arresti hanno cambiato e sconvolto lo scenario – dice l´avvocato Daniele Fiorelli, responsabile della direzione affari legali di Fiditalia – Noi speravamo nell´ammissione di Panmedia all´amministrazione controllata. Si prospetta invece il fallimento, realisticamente. Non siamo in grado di decidere adesso. Non sappiamo se e quanto riusciremo a recuperare, in una lista di creditori che si annuncia sterminata. Alcune associazioni – ammette – ci hanno accusato di aver sottovalutato i segnali che arrivavano da mesi. Non è vero. Per un migliaio di clienti ci siamo attivati, da luglio scorso, arrivando alla rescissione dei contratti Panmedia».
Al «tavolo» milanese, aggiornato a data da stabilirsi, c´è stato anche un movimentato fuori programma, che ha richiesto l´intervento dei carabinieri. I due rappresentanti torinesi di Acu hanno sconfessato il collega che si è presentato come dirigente, questione oggetto di cause civili, ricorsi al Tar, beghe interne, accreditamenti ministeriali. Assofin ha deciso di espellere tutti. «Gli operatori del credito hanno preso la palla al balzo – protesta l´avvocato Susanna Minafra, colpita dal "cartellino rosso" – e si sono liberati di noi, guarda caso proprio gli interlocutori che contro di loro a Torino hanno avviato le prime cause civili. Il fatto che al minimo appiglio riducano la platea delle associazioni di consumatori, anziché ampliarla, la dice lunga su quale sia la loro reale disponibilità».