Clemente contro le Caste: «Ora un libro lo scrivo io»

27/09/2007
    giovedì 27 settembre 2007

    Pagina 17 – Politica

    Retroscena
    Mastella annuncia un prossimo pamphlet

      Clemente contro le Caste
      “Ora un libro lo scrivo io”

      JACOPO IACOBONI

      Clemente contro “le caste”. «Mi so’ rotto il c…, mo’ un libro lo faccio io, e di cose da dire, credetemi, ne ho». L’industria editoriale trema. Mastella, il ministro al centro degli attacchi più virulenti di Beppe Grillo, delle inchieste de L’Espresso, diventato il simbolo vivente dei privilegi del Politico, sta scrivendo un libro. Un libro di denuncia di quelle che lui chiama «le vere caste d’Italia».

      Lo conferma proprio il ministro, è quasi l’ora di pranzo e vale la pena parlare un po’ con lui, che è seduto nel suo studio di via Arenula, per capire come ci si sente a essere criticati con questa veemenza sulla pubblica piazza (reale o internettiana). «Sì sì, sto scrivendo un libro, sarà un instant book sulle caste; non esistono solo i politici, datemi retta. Sto raccogliendo materiale, il libro sarà battagliero, serve anche un altro punto di vista, poi vedrete che farà anche conoscere delle cose, dati, casi concreti… in Italia non siamo certo noi gli unici privilegiati». Lo si invita a entrare nel dettaglio quando squilla un telefono che lo interrompe. Clemente parla dell’incidente che gli è capitato la sera prima in tv, ospite a Ballarò, quando il conduttore l’ha incalzato sulle posizioni dei due figli. È arrabbiato, il libro vuole anche essere «una risposta civile» a una fase che sente di grande solitudine. Una notte e una lunga chiacchierata con la moglie non sono bastate a rasserenarlo. «Floris – dice al telefono – è uno st…, stamattina mi ha anche chiamato e gli ho attaccato il telefono, ma come si fa a comportarsi così? Mi ha fatto un’imboscata con tutti i crismi… Mi ha chiamato anche Bertinotti, per esprimermi la sua solidarietà». Il gesto è stato molto gradito, i rapporti con Fausto sono affettuosi. La telefonata concorda l’atteggiamento dell’Udeur che verrà esposto da Mauro Fabris, quindi Mastella può tornare a conversare del libro, e delle sue motivazioni. Rispetto ad altre volte è difficile strappargli un sorriso, non solo perché ha deciso di disertare il vertice di governo. «Capisce? Floris solo a me domanda dei miei figli, che mascalzone, e c’abbiamo un Parlamento pieno di mogli di deputati elette, di compagne di deputati elette pure loro, di “parenti di” a vario titolo beneficiati… Solo a me chiedono conto».

      Ecco allora l’idea di un libro. «Lo scrivo assieme a un giornalista, ancora non posso dire chi». I contenuti, piacerebbe sapere. Quali sono le altre caste di cui parlerà, e quand’è nata questa voglia di prendere carta e penna? Clemente ha raccontato di esser sommerso dagli insulti, il suo blog praticamente è diventato uno sfogatoio. Nella realtà non va meglio. L’altro sabato era a Napoli al ristorante con la signora Sandra e amici. Nel tavolo a fianco due coppie, una italiana e una cino-americana, che chiacchieravano. Lo indicano di sottecchi, non in termini lusinghieri. Sandra, anglofona, capisce, si alza e va da loro: «Se volete fare qualche critica possiamo rispondervi su tutto, ho sentito che dite delle brutte cose su di noi…». Alla fine, parola di Clemente, hanno chiesto una foto tutti insieme.

      Ah, potesse finire a tarallucci e vino anche col popolo dei «vaffa». Ma sarà più difficile. Mastella ha confidato di «sentirsi trattato da capro espiatorio», anche se «non mi faranno fare la fine di Craxi, né di Marco Biagi». Spera di convertire qualcuno col suo instant book, a chi si rivolge? «A tutti quelli che in buona fede non hanno afferrato una cosa: le vere caste in Italia sono altre, mica i politici». Segue sommario elenco, potenziali futuri capitoli. Imprenditori, ceti professionali, «e perché, gli uomini di spettacolo no?». Un capitolo, sussurra qualcuno ma lui non conferma, potrebbe riguardare i magistrati. Un altro potrebbe scoperchiare una pentola che lui conosce bene, compensi e storie sulla «casta dei comici» Rai. E qui potrebbe dargli una mano il suo amico Biagio Agnes, che guidava viale Mazzini quando Grillo ne fu allontanato per la battuta sui socialisti ladri. L’editore, pare certo, non sarà Rizzoli; è invece impossibile trovare conferme al pettegolezzo che il libro sia nel mirino della casa editrice berlusconiana.