«Clandestini in regola: posto fisso e 700 euro»

05/09/2002



5 settembre 2002
«Clandestini in regola: posto fisso e 700 euro»

Immigrati, il decreto Maroni per i dipendenti. Cento euro di spese postali. I centristi: inserire i contratti a termine

      ROMA – Il ministro Maroni insiste: per mettere in regola un extracomunitario assunto in nero, serve un contratto a tempo indeterminato. E per questo il ministero del Welfare ha preparato una bozza di decreto legge che fissa in 700 euro la somma che l’imprenditore deve pagare entro 30 giorni, più altri 100 euro per le spese postali. Ma i centristi non ci stanno. E promettono battaglia in vista del Consiglio dei ministri di domani, che dovrà dare il via libera al provvedimento. Dice Carlo Giovanardi, ministro per i Rapporti con il Parlamento: «Sul tappeto ci sono varie ipotesi: una è quella di affiancare ai contratti a tempo indeterminato quelli a tempo determinato: di un anno, ad esempio. Nulla è ancora deciso». E lo scontro è aperto.

      SANATORIA – E’ Giancarlo Giorgetti, presidente della commissione Bilancio della Camera, a mettere in tavola le carte della Lega: «Con il contratto a tempo determinato – spiega – questo decreto finisce per essere una sanatoria di manica larga, un escamotage per cui basta un contrattino e ci si sistema definitivamente in Italia».

      IMPRESE – Ma dall’Udc Bruno Tabacci replica che, così com’è, il provvedimento di Maroni «non porterebbe alla regolarizzazione di nessun lavoratore. I contratti a tempo indeterminato sono una rarità, infatti, specie per gli stranieri». E Giovanardi aggiunge: «Legare la messa in regola all’assunzione a vita rischia di essere addirittura un incentivo al lavoro in nero».

      SICUREZZA – Francesco Speroni, capo di gabinetto del ministero delle Riforme e braccio destro di Bossi, perde la pazienza: «Dicono che con la nostra proposta non sarebbe messa in regola nemmeno una persona? Meglio così, perché questa è gente che noi non vogliamo: entrata in Italia irregolarmente, ha lavorato irregolarmente. Gente che va espulsa, sbattuta fuori. Gli elettori non ci hanno votato per fare una sanatoria buonista. Ma per vedere finalmente qualcosa di concreto e di severo sulla lotta all’immigrazione clandestini». E la posizione dei centristi? «Dico solo una cosa: più passa il tempo e più Tabacci somiglia a Bertinotti. Sull’immigrazione abbiamo già mandato giù tanti rospi. Ora basta».
      Dice ancora Giovanardi: «Questo provvedimento deve puntare anche a far emergere i lavoratori in nero, che sono numerosi. Senza contare che in alcune regioni c’è bisogno di manodopera, una manodopera che in Italia non si trova». Replica Speroni: «Può essere anche vero che mancano i lavoratori. Ma la sicurezza delle nostre città, il rispetto delle regole conta più dell’economia. Deve contare di più».

      STAGIONALI – Nel decreto non ci sarà spazio per la regolarizzazione degli stagionali, i lavoratori che vengono in Italia d’estate per lavorare nei campi e negli alberghi. Non l’ha spuntata, quindi, il ministero dell’Agricoltura, che aveva premuto in questa direzione. Dice Augusto Bocchini, presidente di Confagricoltura: «Gli stagionali hanno una sola alternativa alla regolarizzazione: restare in Italia irregolarmente con un lavoro in nero. E magari darsi alle attività illegali».

Lorenzo Salvia


Interni