Clandestina dona gli organi: salvi 5 italiani

04/11/2002


domenica , 03 novembre 2002

Lavorava come colf, stava per essere regolarizzata
Vicenza, la giovane investita da un’ auto.

Clandestina dona gli organi: salvi 5 italiani

Francesco Alberti

DAL NOSTRO INVIATO VICENZA – E’ morta da clandestina, prima che la pratica per la sua regolarizzazione concludesse l’ iter imposto dalla Bossi-Fini. Aveva ventotto anni, veniva dalla Moldavia e un’ auto l’ ha uccisa a Vicenza mentre tornava in bicicl etta da una giornata di lavoro come colf. Ma non sarà ricordata come una clandestina qualsiasi, bensì come una delle più generose donatrici di organi che il Veneto abbia mai avuto. Cinque persone, tre uomini e due donne, tutti italiani, hanno infatti riacquistato speranze di vita grazie agli organi di questa ragazza moldava e alla sapienza medica delle cinque équipes chirurgiche che, in meno di venti ore, negli ospedali di Padova e Vicenza, hanno effettuato il prelievo e i successivi trapianti d i reni, polmoni, cuore, fegato e pancreas. Ma la storia di Irina (la chiameremo così), clandestina morta a un passo dalla regolarizzazione, ha anche una coda. Che getta una luce nuova su quella folla di immigrati, spesso irregolari, a torto o a ragio ne mal sopportati, sempre comunque richiestissimi da imprese e padroncini, che popolano le strade e le fabbriche del ricco Nord-Est. Si scopre infatti, attraverso le parole del coordinatore dell’ Unità trapianti del Veneto Giampietro Rupolo, che la p ercentuale più alta di donatori di organi proviene proprio dagli extracomunitari. «L’ anno scorso, su centosei casi di disponibilità, sei erano immigrati, soprattutto dell’ Est europeo. Una percentuale nettamente superiore a quella dei residenti. Cre do sia giusto che si sappia, non solo per diffondere sempre più la cultura della donazione, ma anche per far sapere che esistono modelli di solidarietà provenienti da Paesi molto lontani dal nostro». In Veneto, che quanto a donazioni detiene il prima to nazionale, l’ indice di coloro che danno il proprio assenso al prelievo e al trapianto di organi è pari a 29,7 abitanti ogni milione. «Nel 2002 – prosegue Rupolo – i donatori sono stati finora 98, per un totale di 282 organi trapiantati. Tra quest i, il caso della ragazza moldava è il quarto che riguarda un immigrato extracomunitario». Ma c’ è anche l’ altra faccia della medaglia: i tanti pazienti in attesa, la cui vita dipende da un nuovo organo: «Solo in Veneto – conclude Rupolo – sono più d i mille e duecento e solo il 34 per cento, nel 2001, ha visto soddisfatte le proprie aspettative». La storia di Irina la si può prendere anche da un altro lato, pure questo abbastanza inedito, almeno per il costume italiano. E’ infatti un indubbio es empio di Buona Sanità. Centocinquanta operatori, tra medici, tecnici e infermieri, hanno partecipato tra giovedì notte e venerdì alla maratona chirurgica che ha consentito il prelievo degli organi e i successivi trapianti. Non era mai avvenuto in Ven eto. E raramente nel resto d’ Italia. Una corsa contro il tempo tra l’ ospedale di Vicenza, città nella quale è avvenuto il mortale incidente, e quello di Padova, dove sono ricoverati quattro dei cinque pazienti che hanno ricevuto gli organi della ra gazza. Venti ore da capogiro scattate dal momento in cui la famiglia della giovane, immediatamente contattata in Moldova, ha dato il proprio assenso. Ora Irina vive nel corpo di tre uomini (di 31, 46 e 54 anni) e di due donne (entrambe quarantunenni) . A una di queste, inoltre, sono stati trapiantati in contemporanea un rene e il pancreas: accoppiata, commentano in ambienti medici, «rara e tecnicamente complessa».

                    L’ INCIDENTE
                    Travolta in bici
                    Irina, 28 anni, moldava, giovedì sera stava tornando a casa in bicicletta, dopo una giornata di lavoro come colf in una famiglia vicentina, quando è stata investita. Poco dopo è morta all’ ospedale di San Bartolo
                    IL CONSENSO
                    Rintracciati i parenti
                    L’ Asl ha su bito cercato i parenti della ragazza in Moldavia che hanno dato il consenso all’ espianto
                    I TRAPIANTI
                    Cinque in 20 ore
                    Il prelievo ha attivato cinque équipes chirurgiche (per reni, polmoni, fegato, pancreas e cuore) di Vicenza e Padova, in tutto 150 persone, che hanno agito in simultanea: è il primo caso del genere che si verifica in Veneto per operazioni di questo tipo