Civitavecchia. L’azienda non rispetta il contratto

14/01/2002


Domenica 13 Gennaio 2002

L’azienda non rispetta il contratto

Tra le "vittime" dell’euro non ci sono soltanto bancari e commercianti, ma anche una categoria che, a prima vista, rientrerebbe tra quelle insospettabili. Si tratta dei metronotte, delle 48 guardie giurate della Securitas che operano a Civitavecchia. Ma perché la moneta unica incide sul loro lavoro? Non si limitano a presidiare l’esterno delle banche?
«Il fatto è – spiega Claudio Barreca, rappresentante e del direttivo della Filcams Cgil – che è raddoppiato il lavoro di carico e scarico. Prima c’era il trasporto delle lire, adesso anche dell’euro. In questo modo si sono allungati enormemente i tempi di lavoro ed in cambio abbiamo soltanto degli straordinari mal pagati e nessuna indennità. Senza considerare che i mezzi non sono sempre idonei sotto il punto di vista della manutenzione. A questo punto noi dipendenti siamo proprio esasperati, proprio non ce la facciamo più».
Ma può bastare l’euro a portare gli uomini della Securitas a questo livello di rabbia? Il fatto è che il change over arriva su una situazione già difficile, fatta di rapporti (tra azienda e dipendenti) particolarmente tesi, con i lavoratori che non riescono, nonostante i ricorsi anche all’Ufficio provinciale del lavoro, ad ottenere quanto previsto dal nuovo contratto nazionale e dal Regolamento emanato dal questore di Roma.
«Abbiamo, attraverso la Cgil – spiega Barreca, che è anche della Rsa della Securitas – portato il caso all’Ufficio provinciale, ma l’azienda non solo non è venuta, ma nemmeno si è degnata di avvertire o giustificare la sua assenza. Forse perché sa che non ha nulla da controbattere alle nostre richieste».
Ed ecco gli argomenti sui quali i dipendenti dell’Istituto attendono delle risposte concrete.
«Prima di tutto la "banca ore" – continua il metronotte sindacalista -. E’ prevista dal nuovo contratto, ma la direzione non l’ha ancora attuata. La "banca ore" prevede una maggiorazione del 30 per cento, e invece ci dà come sempre il 25, e poi anche la possibilità di trasformare le prime due ore dello straordinario in riposi compensativi. Invece nulla. Poi c’è il regolamento del questore. Questo prevede, per esempio, corsi di aggiornamento semestrali: io lavoro con la Securitas da 13 anni e non ne ho mai fatto uno. Poi vengono disattese le prescrizioni circa le dotazioni dei mezzi in servizio notturno, circa gli ordinativi di sevrizio… L’ultimo argomento da affrontare all’Ufficio provinciale era quello degli errori: ogni mese, nella busta paga, ci sono dalle 50 alle 10 mila lire in meno. L’azienda si giustifica dicendo che si tratta di errori, ma questo accade tutti i mesi e sempre a danno dei dipendenti e chiaramente all’errore non ci crediamo più da un pezzo. La ciliegina poi è arrivata con lo stipendio di dicembre: il conguaglio Irpef è stato in parecchi casi superiore al milione di lire e quindi ha messo in difficoltà parecchie famiglie. Una gestione più accorta ci avrebbe evitato questa durissima stangata».
Ma l’elenco delle rivendicazioni non finisce qui.
«La Securitas – continua Barreca – disattende di fatto la 626 e anche le norme contrattuali sul vestiario: ci dovrebbe dare dieci o undici capi, invece ce ne dà due soltanto ed anche in ritardo. La divisa invernale, per esempio, quest’anno è arrivata ben oltre i tempi previsti e quando già feceva freddo da un pezzo».
L’euro, insomma, per i metronotte civitavecchiesi non ha fatto altro che aggravare una situazione già delicata. Gli effetti della moneta unica passaranno nell’arco di un paio di mesi; accadrà così anche per il resto?